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Attenzione, draghi

giugno 28, 2008

Facendo una serie di giri sono finita sul blog di Licia Troisi e mi sono letta del polemicone sugli autori minorenni di fantasy che sarebbero troppo sfruttati dagli editori.

Però ho un problema: non leggo fantasy, come ho già detto, e le mie esperienze si limitano a Tolkien, un po’ di Terry Brooks, un po’ di Bradley, pochissimo Martin, due pagine scarse di Lewis che mi sta abbastanza sull’anima. Non ho mai letto in vita mia fantasy italiano, ma non perchè sono schifiltosa: semplicemente, ho un po’ paura di essere delusa.

Se è difficile raccontare bene un vampiro, figuriamoci un drago o un troll. In fondo un vampiro (o un demone come li intendo io) hanno una parte umana. Oppure è possibile tentare di rappresentarli in quanto “lontananza” dall’umanità.

Un mondo totalmente fantastico è più difficile, credo. Anche quando il Maestro ha scritto Gli occhi del drago, che è la cosa più fantasy della sua produzione, è stato profondamente umano: e quella, comunque, era la premessa per La torre nera, che va in ben altra direzione e, secondo me, scardina le regole del fantasy stesso, da quanto capisco. Suppongo che i fan integerrimi la detesteranno cordialmente.

Quindi non ho letto la Troisi, non ho letto nessuno dei libri in questione e non ho niente da dire sul polemicone. Avendo notato però reazioni violente anzicheno, mi chiedo se, rispetto ad altri generi, il fantasy sia quello più conservatore. E poi mi chiedo pure dove si appiccica l’etichetta fantasy. Solo libri con draghi ed elfi? Oppure?

Quasi quasi mi rileggo Cuori in Atlantide

Fantasy freddo e caldo

giugno 2, 2008

Rieccomi! Sono stata al mare e OVVIAMENTE mi sono presa il mal di gola invece di abbronzarmi. Il trecentocinquantesimo mal di gola dall’inizio dell’autunno: è vero che a Roma c’è un’epidemia e tutte le mie amiche starnutiscono, però mi sa proprio che devo decidermi a smettere di fumare.

Però c’è un commento di Laurie che mi porta a fare una riflessione (e quando rifletto ho una voglia tremenda di accendermi una sigaretta: ma siccome sono brava, non lo farò). Si parlava di fantasy e di Terry Brooks e di autori che usano “a freddo” gli stereotipi.

Ora, a me viene da chiedermi una cosa. Ma quanti sono gli autori di fantasy, e aggiungerei di horror, che sono in grado di usare BENE gli stereotipi? Secondo me mica tanti.

Marion Zimmer Bradley: bravissima. Però a me risulta sempre freddina, nonostante la magia delle sue storie. George Martin. Molto bravo. Eppure non mi fa fremere. Lewis e Narnia: per carità. Stephenie Meyer: indegna, un Harmony travestito. Laurell Hamilton: Harmony un po’ spinto. puah. Anne Rice: salvo solo Intervista col vampiro e, un pochino pochino, La mummia.

E’ colpa mia? Forse mi concentro troppo su King e sono troppo bene abituata? Mi sa di sì…