Posts Tagged ‘Editoria a pagamento’

Hai scritto un manoscritto?

luglio 17, 2010

A commento. Mi scrive un amico quanto segue.

“Oggi ricevo una mail di un editore medio  che mi fa i complimenti, evidenziando quelli che secondo lui sono i punti di forza del mio romanzo (ben scritto, la trama ottimamente congegnata, i personaggi sono ben caratterizzati).  Ovviamente non mancano le osservazioni critiche (il romanzo andrebbe semplificato e snellito un po’, perché a tratti potrebbe risultare pesante per il lettore medio).

Poi, però, mi dice che vorrebbe pubblicarlo e, se questo primo romanzo dovesse andare bene, eventualmente anche l’eventuale seguito, ma il difficile momento del mercato editoriale, che penalizza soprattutto gli autori di genere ancora sconosciuti al grande pubblico, lo costringe a chiedermi un minimo aiuto sotto forma di acquisto di sole 50 copie…”

L’amico ha detto no grazie. L’editore è Montag. Saluti e baci.

Un acchiappapolli non fa primavera

marzo 9, 2010

Torno sugli acchiappapolli perchè mi rendo conto che c’è parecchia disinformazione sulla questione. Uno degli argomenti che vengono citati a favore della pubblicazione a pagamento è “se pubblico in rete mi fregano l’idea”.
Bene, giova ricordare che esiste una faccenduola nominata creative commons: trovate un bel ripasso sul sito. E funzionano: nel senso che se qualcuno davvero dovesse appropriarsi di un vostro testo, potete usare le famigerate vie legali esattamente come se il plagio fosse avvenuto da carta a carta.
Per dire, ha scelto di pubblicare sul web anche Silvana De Mari dopo la rottura con Salani (GL racconta in modo assolutamente condivisibile tutta la faccenda): non parliamo di una signora spuntata sotto un fungo, ma di una delle più vendute autrici italiane di fantastico.
Per dire ancora, ha usato NON gli editori a pagamento ma il self publishing uno scrittore famosissimo come Giuseppe Genna.
Bella forza, dirà qualcuno, ma lui è uno già pubblicato, ma anche la De Mari è una già pubblicata: e io che ho il mio romanzo nel cassettino? E tu insisti, rispondo. Non c’è nessuna altra via: anche perchè il web costituisce un titolo sicuramente più autorevole di un acchiappapolli. Mettetevelo in testa.
A proposito di web: il Duca ha ideato un concorso per racconti steampunk. Per chi vuole divertirsi, qui ci sono tutti i dettagli.

Il prestigio

agosto 31, 2008

Sono qui! Sono tornata. Sono a Roma.
Pessima cosa. Fa caldo e fra traffico e squallore cittadino la voglia di scrivere scende verso il basso. In procinto di legarmi alla sedia come Vittorio Alfieri, segnalo una discussione interessante sul forum di Efp: ovvero, se le fan fiction diano “prestigio”. Teiresias la ricorderà perchè è stata aperta ben un anno fa e abbiamo partecipato tutti e due (il “leggere è da vecchi” che è stato dichiarato al suddetto Teiresias mi fa ancora rabbrividire).

Qui ci starebbe un bel discorsone su come, soprattutto in Italia, nello scrivere conti spesso più  lo status (presunto) che il contenuto di quel che si racconta, ma fa niente. Rileggendo il topic, sono incappata in un intervento di “cuccusettete” che trovo molto interessante. Ovvero:

“Ci sono migliaia di piccole case editrici che procedono in questa maniera:
1) lo scrittore invia il file del testo del libro.
2) l’editore promette di leggerlo, e lo fa davvero, più o meno.
3) l’editore contatta l’Autore, dice che stamperanno tot di copie, però 3\4 deve comperarele l’Autore, solo gliele vendono sottocosto perché ‘credono in lui-lei’.
4 ) a scelta: lo sprovveduto si fa abbindolare e compra le copie al prezzo che se andava a farsele fare in tipografia faceva con la stessa cifra le copie sue e quelle dell’editore e forse gli ci entrava anche una cenetta per due in un bel ristorante. Soluzione B, l’Autore manda all’editore un rilancio del prezzo.. e così va avanti, oppure lo manda a quel paese diretto diretto.
Se per caso ci casca e paga, se la ditta vuol salvare la faccia organizza qualche presentazione del libro in biblioteche e negozi, altrimenti toccherà al povero Autore pagare e spacciare, mentre l’Editore avrà acquisito i diritti d’Autore e tratterrà le opere stampate e non vendute all’Autore in catalogo, pronte per essere spedite a qualche curioso o spedite al macero dopo qualche anno.

Ecco che cosa è l’Editoria della Vanità.
Se volete essere vanesi, almeno fate stampare il libro in proprio e spacciatelo di persona, per tutto il resto non c’è Mastercard che tenga !”

Questa cosa è verissima. Una delle mie amiche odalische, per esempio, ha scritto un romanzo e, non ho capito come, le sono saltati addosso quelli delle edizioni Il filo, per proporle una pubblicazione a fronte di duemila euro. La saggia ha rifiutato, per fortuna. Ma so che moltissimi cedono, anche adesso che esistono editori on-line tipo Ilmiolibro o Lulu.

Ecco, io questa cosa non la capisco bene. Ma forse perchè alla parola prestigio sostituirei la parola piacere. Scrivere è una cosa meravigliosa in sè: al prestigio, tenendo conto anche di quanti libri si pubblicano ogni anno e tenendo conto che, come detto nel forum, vanno al macero dopo due anni, credo poco. Pochissimo.

Ps. A proposito di piacere: se date un’occhiata alla sezione Fanart per Esbat e Sopdet, ci sono due nuovi arrivi bellissimi di Faffy e di Avalon. Ecco, QUESTE sono le soddisfazioni.