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Il bambino, l’acqua sporca e Gian Arturo

febbraio 23, 2012

Gian Arturo Ferrari, già Mondadori, ora direttore del Centro per la diffusione del libro e comunque eminente figura nel mondo editoriale, ha rilasciato ieri un’intervista a L’Unità.
Due risposte mi hanno dato da pensare. Ovvero:

Cambierà il mestiere dell’editore?
«L’editore nasce per una ragione semplicissima: la pubblicazione, con il libro a stampa, è costosa. E poiché l’autore è una persona che ha talento e idee ma in genere non ha soldi, ecco che compare una figura diversa, l’editore appunto, che dice: caro autore mi fido di te, investo io al posto tuo, pago io la stampa. L’elemento centrale della rivoluzione digitale è proprio la possibilità di pubblicare a costo zero. Questo sicuramente influirà sul rapporto tra editore e autore».

Avremo un mondo senza editori?
«Il rapporto tra autore ed editore, per fortuna dei secondi, non si ferma alla copertura delle spese, ma è più profondo, intenso, quasi complementare. Non solo: ma una volta che un autore pubblica un ebook a costo zero, il pericolo è che nessuno o quasi venga a sapere della sua esistenza. E questa, probabilmente, sarà la ciambella di salvataggio a cui si aggrapperanno gli editori del futuro: esperti di marketing e comunicazione che aiuteranno gli autori a farsi conoscere, anche online».

E l’editing che fine fa? Delegato alle agenzie? Al betareading? A consulenti individuali? Voglio dire: non dovrebbe venire prima il testo e poi la comunicazione?
Nella visione del futuro che si va delineando,  sembra un dettaglio trascurabile: eppure, questa è stata una delle ragion d’essere dell’editoria medesima.  Forse sarà giocoforza liberarsene, ma la cosa  non  fornisce particolari motivi di entusiasmo.