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Prima la buona notizia

marzo 23, 2010

Lo fanno anche i russi! Leggo oggi su Repubblica la storia di  Dmitry Glukhovsky e del suo romanzo, Metro 2033, che viene tradotto in Italia e che è, insieme, un videogame. E che prima di essere tutto questo è stata una storia on line, come racconta l’autore:

«Nel 2002 il libro venne rifiutato da dieci editori diversi, allora l´ho pubblico online a puntate. Ed è diventato un romanzo interattivo, scaricato da due milioni di persone e arricchito dai suggerimenti dei lettori. Un libro “open source”, modificato e migliorato come un software».

Scrive Jaime D’Alessandro:

Artyom, il protagonista, è un ventenne rimasto orfano e cresciuto in una stazione ai margini della rete. Verrà coinvolto in un´odissea fino al centro della Metro, spedito lì per cercare aiuto e fronteggiare un pericolo alla Lost che minaccia l´intera rete. Leggendo questo romanzo acerbo, ma pieno di invenzioni quanto il videogame, viene in mente Nessun dove di Neil Gaiman, che si svolge nella metropolitana di Londra, o I guardiani della notte di Sergej Luk´janenko, con la sua Mosca cupa, soprannaturale, a metà strada fra l´éra sovietica e quella contemporanea. Ora, a 31 anni, l´autore ha in cantiere un videogame tratto da Guerra e pace di Lev Tolstoj e la pubblicazione di Storie della madrepatria, racconti satirici sui russi di oggi. Rigorosamente online. «Tutti i miei romanzi sono sempre disponibili sul Web, anche dopo esser stati stampati. Non avrei mai avuto successo altrimenti e sono certo che così facendo non danneggio le vendite. Anzi, le aiuto».

La notizia mi mette di buonumore, confesso.
Mentre ieri sera ho definitivamente abbandonato Blood dopo ulteriore tentativo: non è questione di Lestat-buono. Signore e signori, devo dirlo: è scritto male. Incredibile, al punto che non riuscivo a crederci neppure io: è noioso, verboso, stiracchiato, pieno di improbabili ammiccamenti al lettore. Illeggibile. Però mi dispiace.