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Voglio essere Vittorio Alfieri

marzo 22, 2010

Come si fa a non farsi distrarre mentre si scrive? La domanda mi arriva via mail da una blogger, e mi costringe a pensare.
Perchè io mi distraggo, eccome. Ho sempre invidiato quegli scrittori che si mettono a tavolino alle otto di mattina e non staccano fino alle tre del pomeriggio, felici di galoppare in altri mondi e totalmente immemori di quello in cui ci tocca vivere.
Io non ci riesco. Quando apro il file della storia che sto scrivendo, comincio con assoluta dedizione a buttare giù le prime venti-trenta righe. Poi mi fermo. Accendo una sigaretta. Controllo la posta. Riprendo.
Altre venti righe, e mi rifermo. Gironzolo per la rete. A volte gioco. Accendo un’altra sigaretta.
Riprendo.
La faccenda continua con varianti (bicchiere d’acqua, cambio di scarpe  con le pantofole, telefonata). Infine, stremata, arrivo alle cinque cartelle che mi ero prefissa di scrivere. E, sì, mi capita – ma a tratti – di “staccare” completamente per ritrovarmi nello stesso altrove di cui sto raccontando. Mi capita più spesso per strada, però, quando cammino e mi sembra di sapere perfettamente dove la storia deve andare. Quando sono davanti allo schermo, entro ed esco continuamente.
Ultimamente la mia capacità di concentrazione sembra persino diminuire, peraltro. Forse perchè la revisione del racconto mi sta facendo soffrire un po’. Forse perchè il romanzo nuovo pesta i pugni per essere cominciato, vai a capire.
Comunque, credo che la cosa più importante sia  porsi una dead line: entro la tale data, devo essere arrivata a tale punto. In questo senso, aver cominciato in un sito di fan fiction mi ha aiutato molto: mi ero prefissa un aggiornamento settimanale, e così è sempre stato. Anche l’esperienza dell’Oca è stata utile per lo stesso motivo: poneva una scadenza, e la medesima andava rispettata.
Quando ci si pone da soli un paletto, si ha sempre la tentazione di andarlo a piantare un po’ più in là.