Posts Tagged ‘Meyer’

United books of America

gennaio 20, 2010

Demonio Pellegrino fa un post utilissimo sui 100 libri più venduti in America nel 2009. Utilissimo perchè, come si vede, c’è non solo una schiacciante presenza di Stephenie Meyer e della sua saga nelle parti alte della classifica, ma perchè, come commenta Demonio, “ci sono altri 16 libri sui vampiri in classifica…in pratica i vampiri contano da soli per il 20% della top 100. Nel 2007, le storie coi vampiri erano il 2% del totale”.
Dunque, molta narrativa young adult. E poi, fra i primi dieci, Dan Brown, il classico “How to” o, per meglio dire, “What men (women) think about”, e un memoir, quello di Sarah Palin.
Comparazione con i cento libri più venduti in Italia nel 2009:  secondo Demoskopea, al primo posto Dan Brown, a seguire parte della trilogia di Millennium, e poi un non-libro (Fabio Volo), un romanzo borghese (Mazzantini), un classico del giallo (Camilleri), un caso editoriale (zia Mame), e poi De Luca e Giordano.  Meyer appare a partire dal 12 posto.
Eurisko fornisce una versione leggermente diversa, dove  i primi dieci sarebbero: i tre volumi di Larsson, a seguire Dan Brown, quindi Eclipse di Meyer, quindi Faletti, quindi ancora New Moon e Breaking Down, quindi ancora Zia Mame.
Riflessione numero uno: c’è parecchio genere nelle due classifiche, prevalentemente per giovani adulti, ma non solo (Larsson, Dan Brown, Faletti, Camilleri).
Riflessione numero due: arrivata al suo culmine, la moda vampira probabilmente comincerà a declinare. Dico probabilmente ma non sono un’esperta: immagino che prima o poi spunterà fuori un nuovo filone, ma penso che, considerando i primi due (Rowling e Meyer) sarà ancora nell’ambito del fantastico. E questa è cosa buona.
La riflessione numero tre potrebbe essere “meglio Fabio Volo o Sarah Palin?”, ma temo che non porti da nessuna parte.

In medio stat draco

settembre 16, 2009

“Il sesso in Barker non è solo dettaglio pruriginoso o simbolo. E’ una chiave di lettura”, scrive GL. E a me torna in mente l’articolo di David Foster Wallace. Anzi, ne copio un pezzo:

“Può esistere un erotismo “malgrado gli ostacoli”? Torniamo per un momento a quel cavaliere e a quella bella fanciulla che si scambiavano sguardi lascivi. Ecco dunque arrivare al castello il cavaliere al galoppo, con una mastodontica lancia pronta all´uso. Cerchiamo però di immaginare che questa volta non vi sia impedimento alcuno da superare: nessun drago da temere, affrontare, combattere, fare a pezzi. Immaginiamo anche che la carica del cavaliere verso la fanciulla sia Completamente Priva di Ostacoli: non c´è drago; il castello non è sprangato; il ponte levatoio si alza addirittura automaticamente, come la porta di un garage di periferia. Ed ecco, all´interno del castello, la fanciulla che indossa un completino intimo di Victoria´s Secret fargli col ditino indice cenno di avvicinarsi… C´è per caso qualcun altro qui oltre al sottoscritto che scorge sul volto del Signor Cavaliere una vaga ombra di delusione, un impercettibile cedimento, in preda alla delusione, della sua lancia? Questa versione della storia ha qualcosa in comune con il taglio erotico e appassionato dell´altra?”

Colpisce, vero? Perchè pensando e ripensando, il successone dei libri “romantici” oppure “hardissimi” degli ultimi tempi si lega probabilmente proprio a questo. Ma non è un bene. Ho sempre creduto  che nei libri il sesso debba esserci: ma funzionale alla storia, così come può esserlo il morire o il mangiare. Invece, soprattutto nella narrativa fantastica, il sesso, fin qui,  è stato quasi sempre tagliato fuori. Vi rimando ad un bel post di Laurie su Jacqueline Carey, dove Laurie dice:

“Il sesso. Oh sì. Il fantasy non pecca di certo per violenza ma in quanto a sensualità, lasciatemelo dire, spesso lascia a desiderare. Se mi sforzo con la memoria potrei trovare sensuali certe femme fatale dei racconti di Weird Tales, ma il ricordo è decisamente offuscato da tutta la castità dei vari derivati tolkeniani, a cominciare dal maestro stesso”.

Insomma: o zero o cento. La questione del desiderare (del momento in cui il cavaliere cammina verso la torre e la fanciulla aspetta il suo arrivo) è o tagliata fuori oppure esasperata ad arte (Meyer). E, soprattutto, noto che si costruiscono storie che hanno nell’incontro tra il cavaliere e la fanciulla il loro centro: invece, a me interessa sapere perchè il cavaliere si trovava da quelle parti, perchè la fanciulla è finita nella torre, perchè il drago aveva queste pessime abitudini, eccetera.

Detto questo, ovviamente per alcuni la chiave è il sesso, per altri lo è il viaggio, per altri ancora la costruzione della torre: ma se non si tengono insieme tutti gli elementi, temo che tutto vacilli.

Pelle di seta su muscoli d’acciaio

marzo 11, 2009

Lo avete riconosciuto leggendo il titolo?
Se ancora avete qualche dubbio, aggiungo che:
– l’individuo in questione indossa d’abitudine pantaloni attillati. Attillatissimi.  Preferibilmente neri. Sui quali ha il vezzo di portare una camicia bianca aperta sul torace. Il quale è invariabilmente marmoreo, o muscoloso. Per par condicio, il torace medesimo  in qualche storia è glabro, in altre esibisce folta e ricciuta peluria.
– l’individuo odora di spezie. Non chiedetemi quali. Non so se sale, pepe, cannella, cardamomo o peperoncino. Ma speziato rimane.
– l’odore dell’individuo in questione costituisce pericolo per la comunità femminile. Ogni donna/ragazza, se colpita dagli effluvi, presenta sintomi preoccupanti come: ginocchia molli, tachicardia, nausea, sudorazione, paralisi (morte no: il lieto fine è garantito, e l’amplesso pure).

La faccio corta: sto parlando dell’uomo-Harmony, prototipo di tutti i principi azzurri televisivi, pubblicitari e letterari.
Non ho nulla contro di lui. O meglio: ho moltissimo contro i personaggi men che monodimensionali, privi di psicologia, privi di storia, privi di emozioni, ma fin qui ero ferma al vivi e lascia vivere.

Poi, ieri, mentre gironzolavo su Internet, sono finita sul sito degli Harmony. E ho scoperto che l’inizio della fine è arrivato.  Nascono -udite! – gli Harmony PARANORMAL. Titolo della collana BlueNocturne. Contenuto: amori sovrannaturali. Umana con demone, con vampiro, con quel che vi pare, purchè PARANORMAL.

Ovvero, dal sito:

Agli occhi delle lettrici italiane può sembrare incredibile, ma oltreoceano il più amato segmento del romance è proprio quello paranormale. Romanzi dove le vicende di vampiri, demoni e creature fantastiche si intrecciano alla realtà, in un turbine di passioni travolgenti e amori eterni, ma sempre tormentati.D’altra parte, lo sapeva bene già Bram Stoker, quando, in “Dracula”, dipinse una delle più grandi storie d’amore di tutti i tempi.
In effetti, al di là dell’aspetto sovrannaturale di alcuni personaggi, questo genere di romanzi ha conquistato le lettrici americane proprio per la profonda intensità dei sentimenti descritti e per gli innumerevoli ostacoli che spesso i protagonisti devono affrontare per coronare i propri sentimenti. Insomma, ci troviamo di fronte a favole moderne, non meno credibili, alla fine, di tanti altri romance; lo conferma il fatto che spesso uno dei commenti espressi dalle amanti del paranormal è proprio l’alto tasso di immedesimazione nelle vicende narrate. Che dire? L’amore non ha confini, di questo eravamo certe.
Un esempio su tutti, il grande successo riscosso da Stephenie Meyer: con il suo romanzo Twilight ha venduto 11 milioni di copie, riscuotendo un clamore tale da approdare a Hollywood: proprio oggi esce in Italia il film tratto dal libro e, grazie al fascino degli attori protagonisti, la pellicola si è già trasformata in vero e proprio fenomeno di massa.

Già, sempre la Meyer.
Bisogna essere contenti? Noi lettori/scriventi di horror/goth/urban fantasy dobbiamo esultare pensando che si è aperto un varco? O, viceversa, dobbiamo singhiozzare nei nostri fazzolettini (scoprendo che i medesimi, da semplici kleenex, sono diventati fazzoletti di pizzo?)?
Ditemi voi.

Once upon a time

novembre 21, 2008

E fu così che, dopo aver scoperto le seduzioni di Facebook, Lara tornò a casa e trovò le bozze di Esbat con le proposte di correzione del suo editor. The end.

Altro che fine: siamo appena all’inizio, invece. Ovviamente ho passato la serata a meditare su circoletti, frecce, appunti scritti a margine, pensando ogni tanto un “è vero” e ogni tanto un “questo lo lascerei così”. Improvvisamente ho scoperto che uso con frequenza inquietante “già” e “ecco”. E che mi piacciono un pochino troppo i puntini di sospensione.
Sono affascinata, carica e pronta a una lunghissima telefonata pomeridiana: la prima della serie, immagino.

Nel frattempo, però, continuo ad essere perseguitata dalla signora Meyer: non da lei in persona, almeno fino a questo momento, ma da spot, manifesti, trailer di Twilight, che esce oggi al cinema. Consolazione della mattina: una cattivissima recensione di Roberto Nepoti su Repubblica, che rimpiange, disperato, i tempi in cui i film di paura facevano paura. E un servizio sul Venerdì dove si scopre che i due attori del film non sono affatto imbecilli. Esempio. Robert Pattinson (il succhiaverdure): “Ho letto Twilight, ma mi annoiava”. Kristen Stewart (Bella): “Mi sforzavo di entrare nella testa di Bella. Ma ho fatto molta fatica, perchè pensavo: E’ così stupida, mio Dio, è così stupida. L’ho detto anche all’autrice“. La quale, secondo l’intrepida Kristen: “è innamorata del suo Edward”.
Delizia.
(anche se, in effetti, molti scrittori/ici si innamorano dei propri personaggi femminili/maschili…non sempre, ma succede)

Warning: vampiri!

ottobre 20, 2008

Ssst…parlate piano…non fate trapelare in giro l’idea del romanzo collettivo sul vampiro (la discussione prosegue nel post sotto, intanto)…non dite che in questo blog si parla di Stephen King…ssst…
Durante il week end con la mamma, ho letto i giornali, e ho scoperto che la chiave del delitto di Perugia è nei manga. Anzi: in Blood+. Pericolo! Io a casa non ce l’ho (ma vado a procurarmelo subito): però ho Model, e poi ho una marea di libri sui vampiri, da Dracula a Salem’s Lot, e sto finendo di leggere La regina dei dannati, e ho tutti i romanzi della Hamilton, e ho anche il Dvd di Intervista col vampiro, di Miriam si sveglia a mezzanotte e anche Dal tramonto all’alba con George Clooney che sparacchia sui non-morti brontolando “Vaffanculo vampiri del cazzo”.
Mi arresteranno sicuramente, e voi con me…Ssssst.

Ps. O forse dovrei comprare tutti i libri della Meyer e farli vedere ai poliziotti, per spiegare che esistono anche vampiri perbene?

Comincia con una birra, poi si passa alle Grandi Domande

giugno 5, 2008

Ieri sera, mentre condividevo una pizza con un’amica librofila, riesce fuori il discorso sulle letture. Lei mi dice con faccia un po’ schifata che ha saputo di un nuovo libro di Stephenie Meyer: stavolta però niente vampiri (anche perchè esce con un altro editore: non Fazi ma Rizzoli) ma la storia d’amore fra un’aliena e un umano.

Momento di sconforto comune.

Io le dico che gira gira la Meyer scrive sempre lo stesso libro: lui ama lei e lei dopo un po’ ama lui e si ameranno come pazzi (senza mai copulare perchè non sta bene) e supereranno le difficoltà libro dopo libro.

Lei mi fa: e certo, come Renzo e Lucia.
Sghignazziamo, causa anche i due boccali di birra che ci stanno davanti, poi però divento seria, e le dico che magari fosse così, visto tutto quel che c’era attorno ai promessi sposi, e che secondo me la storia d’amore era lo sfondo e tutto il resto era al centro.

“Dipende da dove si guarda”, mi dice lei.

E qui entra scena Blackvirgo-Francesca, di cui ho appena letto il commento. Ne riporto qui un passaggio:

“cosa cerchiamo in una storia, in un libro? Perché se anche gli stereotipi sono ben usati, ma non ci soddisfano… ad esempio io in un libro cerco i personaggi. Pretendo personaggi ben caratterizzati, quelli che senti veri, che ami o che odi. Posso anche chiudere un occhio su una trama un po´ traballante (solo un po´peró!) e non troppo originale, non sui personaggi. In secondo luogo adoro gli universi creati in ogni dettaglio, mitologia compresa: la Terra di Mezzo di Tolkien, la Galassia della Fondazione di Asimoov, Dune di Herbert… o chi riesce a girare in uno di questi universi giá creati come fosse nel proprio salotto, tipo Salvatore nei Forgotten Realms. E mi deve far pensare: non dico sui massimi sistemi, ma almeno farmi vedere qualcosa da un altro punto di vista, farmi riflettere su qualcosa che magari non avevo preso in considerazione prima, farmi trovare delle connessioni che io non avrei mai fatto…”

Ecco, il punto è proprio questo. Anch’io sono in caccia di autori che mi aiutino a cambiare prospettiva, o che ne inventino una nuova. In rete e sulla carta.

E ho come l’idea che la questione sia valida per un bel po’ di gente.