Posts Tagged ‘Ray Bradbury’

Sul fantastico, e su molto altro

dicembre 19, 2011

Credo che la discussione di questi ultimi giorni meriti approfondimenti. Andiamo per tappe. Questa è la prima.

Se lei fosse un personaggio di Fahrenheit 451 e dovesse quindi imparare a memoria un libro per sottrarlo alla distruzione, quale sceglierebbe?
Non ho dubbi: Canto di Natale di Charles Dickens. È un libro che ha svolto un ruolo importantissimo nella mia vita, a partire da quando avevo 10 anni. L’ho letto, l’ho riletto, l’ho ascoltato alla radio. Mi ha influenzato profondamente perché in questo racconto c’è tutto ciò che bisogna sapere sulla vita, sulla morte, sull’amore per il prossimo. Ma spiega anche come si possa perdere l’amore degli altri e nello stesso tempo come le persone riescano a cambiare, ad avere una possibilità di tornare indietro nella vita. Molti miei libri parlano di vita e di morte, di trasformazioni, e di questa possibilità di cambiare.
(intervista a Ray Bradbury, Corriere della Sera)

INTERVIEWER

Is there really much of a difference, then, between serious popular fiction and literary fiction?

KING

The real breaking point comes when you ask whether a book engages you on an emotional level. And once those levers start to get pushed, many of the serious critics start to shake their heads and say, No. To me, it all goes back to this idea held by a lot of people who analyze literature for a living, who say, If we let the rabble in, then they’ll see that anybody can do this, that it’s accessible to anyone. And then what are we doing here?

(Intervista a Stephen King, Paris Review)

La paura dei maghi

settembre 28, 2010

Dunque Harry Potter è il libro più bandito d’America. Nel senso di temuto e censurato, secondo un bel numero di fondamentalisti d’oltreoceano. Non riesco a credere che la messa all’indice venga dalla natura fantastica dei romanzi. Poi, però, mi sono ricordata di Ratzinger:

“E’ un bene che lei, stimata e cara signora Kuby  illumini la gente su Harry Potter, perché si tratta di subdole seduzioni, che agiscono inconsciamente distorcendo profondamente la cristianità nell’anima, prima che possa crescere propriamente”.

A commento, Ray Bradbury. Intervista del 2003 sull’attualità di Fahrenheit 451:

“(è un libro attuale)…In molti modi. E non solo per quelli legati alla politica, alle dittature che ancora nel mondo pensano di poter controllare il pensiero umano, decidendo cosa i cittadini possono leggere e cosa no. Basta guardare quello che è accaduto negli Stati Uniti: qui i libri non li brucia nessuno, la censura non esiste, abbiamo la libertà di scrivere e di leggere tutto quello che vogliamo, ma allo stesso tempo non è esattamente così perché negli ultimi decenni il nostro sistema educativo è stato distrutto, le generazioni più giovani non sanno cosa voglia dire leggere o scrivere. Non volevamo farlo ma stiamo facendo diventare la società americana come quella di Fahrenheit 451, una società nella quale per essere davvero liberi dovremmo imparare a leggere e scrivere di nuovo”.