La suonatrice Jones

C’era una volta Babsi Jones. L’ho appena sfiorata, quando sono arrivata in rete, perchè, dopo poco, ha chiuso per sempre il suo blog. Era, se non ricordo male, il 2007, l’anno in cui uscì il suo primo e unico libro, Sappiano le mie parole di sangue.
Un libro bellissimo, strano, non assimilabile ad altri. In quell’anno, lo stesso in cui cominciavo a scrivere piccole storie per Efp, ho assistito al linciaggio in rete di Babsi Jones. Per gioco. Chiuse il blog, e sparì.
Inadatta alla rete, forse, anche lei. Eppure scriveva post molto belli, intelligenti, scomodi. Certo non compiacenti.
Se trovate quel romanzo, leggetelo. Lei, però, non la trovate più. E, per me, è un gran peccato.
Con il post di ieri intendevo dire questo: che dovrebbe, su Internet, esserci spazio per tutti, anche quelli spigolosi, anche quelli che non stanno al gioco, non sono autoironici, non sanno, magari, avere la meglio in una discussione per logica, pacatezza, abilità retorica. Forse mi sono espressa male.
Allora, trovo sia giusto fermarmi a pensare, per qualche tempo. Non mi tiro indietro: continuo a credere al web e ad amarlo. Mi dispiace se alcune mie lettrici, come mi è stato scritto in privato, si sono sentite deluse dalla mia presa di posizione.  Mi dispiace aver generato un putiferio anziché una discussione.
Quando tornerò, parlerò di quel che conosco: i libri. Grazie a tutti e, per piacere, non trascendete nei toni, nel corso dei commenti. Non controllerò frequentemente e conto su di voi. A presto.

P.S. Mi si consiglia di rettificare pubblicamente di aver frainteso l’ironia di Massacri Fantasy nei miei confronti per quanto riguarda la querela: lo faccio. Era ironia e non l’ho capito. Adesso spero di poter sparire.

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31 Risposte to “La suonatrice Jones”

  1. Vale Says:

    Anche tu 😦

    A presto!

  2. Giovanni Says:

    Chi una posizione ce l’ha finisce sempre per deludere qualcuno.
    Non è importante. Anzi mi chiedo perché sentirsi semplicemente delusi, e non invece stimolati a confrontarsi.
    Una persona che amo, e che stimo molto, ha spesso posizioni opposte alle mie, ma non mi delude mai, per questo. Anzi, mi spinge a confrontarmi con il diverso da me, che altrimenti potrei stare solo, sarebbe un rapporto masturbatorio e non di scambio.
    Forse la delusione accade quando una idea di una persona, un santino basato su ideologie e convincimenti propri, si scontra con la realtà.
    Ma non si dovrebbe farsi una idea di una persona, semplicemente rimanere aperti e confrontarcisi. Credo.

  3. Francesca (Mirya) Says:

    No, Lara, altrimenti è tutto inutile. Non possiamo stare a coltivare il nostro orticello, anche se capisco quanto sia dura per persone in vista come te. Ma parlare di libri è parlare di questo: non c’è una cultura a compartimenti stagni, tutto è cultura, anche e soprattutto l’educazione al rispetto.
    Chi si comporta in questo modo, come ti dicevo, semplicemente non sa leggere, mette insieme le lettere ma non ha compreso come si faccia a leggere davvero e perde la vera bellezza delle pagine, l’arricchimento interiore.
    Tu hai espresso la tua opinione che io spero venga condivisa da tutti e l’hai fatto in modo sempre educato, motivato e intelligente; certo che in una discussione capita sempre che qualcuno alzi i toni ma non sei rimasta piatta a guardare e a dire, come altri ‘non è mia responsabilità’, hai sempre cercato di riportare tutti al garbo.
    Mi dispiace molto sentire che rischi di perdere dei lettori per questo tuo intervento così utile, ho il sospetto che si tratti ancora di quei lettori che non sanno leggere ma se abbandoni tu, se abbandonano tutti, allora sapranno leggere sempre meno persone.
    Poi, a livello umano, hai comunque il mio sostegno e la mia totale comprensione ma ti prego per me, per i miei alunni, per mio figlio che un giorno arriverà in rete di non lasciarla nelle mani dei non lettori.

  4. Lara Manni Says:

    Francesca, non lascio la rete. Mi prendo qualche giorno di pausa e tiro il fiato. Tornerò più serena e, spero, trovando anche una situazione migliore. Ho passato gli ultimi due giorni a ritrovare cose che, ingenuamente, avevo postato su Facebook, un po’ ovunque. Non mi ci trovo. Non è il mio modo. Non sono fatta per. Allora, devo riprendermi. Ma torno, promesso.

  5. Mele Says:

    Ma ovviamente è colpa tua. Dovevi stare al tuo posto. Continuare a compiacere chi di dovere. Non dovevi fare amicizia con certe persone.
    Perché sono *loro* i capi della rete, non lo sapevi? *Loro* hanno ragione e tu torto. *Loro* sono la crème de la crème, tu sei solo un insettino che vive perché non avevano voglia di sporcarsi gli stivali schiacciandoti, o perché avevi un bel guscio colorato e allora ti hanno lasciato lì, come decorazione.
    Oh, ma sei stata cattiva! Hai risposto male! Hai messo in dubbio la loro onnipotenza! Sacrebleu! Ma come hai osato! Non ti vergogni? Eh, neanche un pochino? Male male male! Ora ti daranno loro un motivo per vergognarti. Oh, se lo faranno. Sei nelle loro mani, piccola illusa, ora ti distruggeranno. E non c’è privacy che tenga, no. Non c’è libertà di parola che tenga. Visto come rigiravano ogni cosa che scrivevi su quel forum? Fino a farti uscire dalle grazie? Ecco. Solo l’inizio. Perché *loro* sono gli dei, eh sì. Sono la casta. Non ti puoi ribellare.

  6. Elfo Says:

    Buona vacanza, Lara! Torna presto, però, che qui ti aspettiamo! 😉

  7. Angel Says:

    Come ho già scritto su Facebook, mi dispiace veramente per tutta questa storia. Sai vorrei poter parlare con le lettrici che tu avresti deluso e capire il perché. Tua lettrice che sono, dico che non mi hai deluso, anzi. Mi trovo d’accordo con te anche se forse non condivido certe cose del tutto. Apprezzo il fatto che tu abbia deciso di prenderti una pausa, forse è la cosa migliore. Sono felice che sia una pausa e non un abbandono. Lo so che è facile dire: non bisogna mollare, però è quello che mi sembra la cosa più giusta.
    Credo che in rete ci siano diversi tipi di persone, ma ne prendo in causa due. Quelli che, come te, usano la rete per comunicare, esprimersi e tutto il resto, poi ci sono quelli che usano la rete per divertirsi e prendere in giro gli altri. Ti è stato detto che non sei adatta alla rete. Perché? Perché non sei della categoria n2. Semplicemente perché tu ti fai i affari propri e non qui degli altri… Insomma alla fine è cosi. C’è chi si diverte e chi ci mette anima e cuore divertendosi comunque, ma in modo diverso.

    Ps: non so che idea si erano fatti certi lettori di te, ma da come la vedo io sei sempre rimasta te stessa, fedele alle tue parole… Quindi noi (lettori che ti seguivano, seguono e seguiranno, indipendentemente da quello che è accaduto e che ti appoggiano) saremo qui ad aspettarti 🙂

  8. Alessandro Forlani Says:

    Il destino di Marte rappresenta la mia reazione all’era di McCarthy, un periodo, agli inizi degli anni ’50, in cui gli americani parvero abbandonare la loro storia per diventare cacciatori di streghe oppure vittime e, nella maggior parte degli altri casi, dei codardi. Per fortuna c’erano rimasti anche dei coraggiosi, ed ecco perché ne siamo venuti fuori. Il destino di Marte, scritto e pubblicato all’apice dell’era McCarthy, era la mia personale presa di posizione. Mi sentivo coraggiosissimo, in quel momento, e rimasi deluso perché nessuno mi degnò di un’occhiata di sdegno. O ero stato troppo sottile… o non contavo proprio niente.

    Isaac Asimov, Introduzione a Il meglio di Asimov; Mondadori, Milano, 1975

    😀

  9. Francesca (Mirya) Says:

    Non l’ho capito neanche io perché mi sfugge, onestamente, il lato ironico di una minaccia di querela. Mi sfugge per due motivi: il post riportato ieri, parola per parola, era decisamente serio, nel loro forum, non conteneva quelle faccine che tanto piacciono agli utenti del web, non aveva risposte comiche, pareva proprio una domanda reale. Non ho la pazienza certosina di andarlo a ripescare, mi dispiace, ma c’è, e ci sono tutte le seguenti risposte in cui non mi pareva ci fosse traccia di smentita, ma se mi sbaglio fatemelo pure notare, magari mi sarà sfuggito un post.
    Inoltre non comprendo la vena ironica che la cosa dovrebbe avere; secondo il vocabolario, a cui mi rivolgo quando non capisco qualcosa, tralasciando gli usi teatrali, l’ironia è due cose: l’alterazione paradossale allo scopo di sottolineare la realtà di un fatto mediante la sua negazione o una beffa maligna e insultante. Quale delle due era? Ovviamente, Lara, capisco che tu non desideri più rispondere, però, per mia comprensione personale di questo fenomeno e del mondo in generale, vorrei che qualcuno me lo spiegasse.

    • Null Says:

      Raccolgo io la sfida, Francesca (Mirya).
      In primo luogo recupero il post incriminato da MF (autrice Hika):

      “Niente fissa di venir presi in giro. Semplicemente, noi ce ne accorgiamo quando si tenta di farlo. Per inciso, molti interventi sono al limite della calunnia e della diffamazione, entrambi reati penali. Denunciamo gli utenti?”

      Occorre però fare alcune considerazioni preliminari, a carattere generale:

      1) molti utenti, blogger, scrittori, troll, subumani, maîtres à penser e giornalisti d’accatto in questi giorni hanno spesso impiegato la locuzione ‘reato penale’.
      Reato è un termine specifico che designa già da sè e in modo non equivoco un illecito presidiato da una sanzione di tipo penale, quindi specificare ‘penale’ oltre che tautologico è, dal punto di vista giuridico e dell’uso rigoroso dei linguaggio tecnico di una disciplina, gravemente scorretto.
      Anche perchè non esistono ‘reati’ che non riguardino la materia penale (niente reati civili, amministrativi o via discorrendo).
      Purtroppo nel linguaggio comune si commette questo errore, supportato (e probabilmente originato) dal fatto che venga regolarmente commesso dagli imbrattacarte prezzolati di molti quotidiani, anche a alto livello.

      2) mentre nel linguaggio comune ha un’accezione più lata, in ambito penale ‘calunnia’ (art 368 cp) indica il tipo di illecito commesso da chi attribuisce falsamente (e consapevole di ciò) ad altri la commissioni di altri reati. Le offese al prestigio, l’onore, la sensibilità o la reputazione di un soggetto rientrno invece nelle ipotesi di ‘diffamazione’ (art 595 cp) o ‘ingiuria’ (art 594 cp)a seconda che siano espresse, rispettivamente, in assenza o in presenza dell’offeso.

      Detto questo, le definizioni di ironia che riporti immagino siano del Devoto-Oli, ho controllato sul mio e sono identiche. Beh sono pessime.
      Confrontale pure con le defizioni fornite da Wikidictionary, il De Mauro, il vocabolario Treccani o quello Hoepli.
      Riporto in particolare la dicitura di quest’ultimo, oltre che chiara appare una buona media dei significati presenti anche nelle altre sedi indicate:

      “1 Dissimulazione del proprio pensiero mediante parole che abbiano significato opposto o diverso rispetto a esso, con intento generalmente derisorio: parlava con i. sottile
      ‖ RET Figura retorica nella quale le parole esprimono significati opposti al pensiero che s’intende comunicare; per es.: ma bravo!, con tono di rimprovero; un vero signore, quello là!, sottolineando la sua villania”

      Il post in questione non è ironico in sè (non ha una formulazione umoristica e non usa faccine retarded), è ironico per quello che sottintende.
      L’ironia di una affermazione si può ricavare anche da elementi non testuali, per esempio la qualifica/natura di chi la pronuncia, l’affidamento che si fa sul fatto che la maggior parte degli interlocutori conosce elementi rilevatori della difformità tra quanto espresso e quanto inteso (es conoscono le vere opinioni di chi parla/scrive su un argomento) e, soprattutto, il contesto in cui viene formulata.
      Qui il contesto è (facilmente direi) desumibile leggendo i post immediatamente precedenti e mettendo quindi a sistema la frase incriminata: si constatava, con un certo amaro divertimento misto a disappunto, l’ipocrisia di fondo di chi accusava MF&Co. delle peggiori nefandezze (olocausto, buco nell’ozono, sacrifici umani di infanti ecc) ventilando l’ipotesi di ricorrere a vie legali dato che, in mezzo ai vari pogrom e alla tratta internazionale degli schiavi, si sosteneva fossero stati commessi ‘reati penali’ [sic] quando queste persone, a loro volta, si esprimevano nei confronti delgi utenti di Massacri (e di terzi rei di concorso esterno in associazione massonico-mafiosa) con toni ingiuriusi, passibili anch’essi di sanzione.
      Senza contare,, in altri post del topic su Massacri, la disapprovazione unanime per le minacce in senso legale precedentemente ricevute nonchè la tendenziale giovane età dell’utenza, scarsamente interessata a perdere tempo e denaro in cause idiote.
      Difficile dunque credere che si stesse seriamente ventilando l’ipotesi di una querela.
      Dovrebbe ormai essere chiaro anche per i distratti, per chi è prono a fraintendimenti o per chi è solo diversamente intelligente che quella di Hika fosse una mera provocazione. Qualcosa più o meno sulle linee di : ‘Che facciamo se chi ci accusa di reati si esprime nei nostri riguardi in maniera tanto offensiva da essere a sua volta passibile di sanzione? Denunciamo anche lui e così via in loop?Perchè guardate che la regola del rispetto e che vi è un limite alla libertà di opinione non vale solo contro di noi!’.

      Fine del mio intervento pro veritate.
      Sul merito della questione non mi pronuncio, ho letto anche i commenti a questo e all’articolo precedente e mi sono limitato a un desolato facepalm di rassegnazione (ma per quello mi è bastato leggere le perle di tale Mele).
      L’intera vicenda, casus belli compreso, è talmente ridicola che ci si dovrebbe vergognare anche solo a darle spazio.

      • Mele Says:

        Mi fischiavano le orecchie…
        (Metta “tali” Mele, per favore. Sono due e sono belle grosse.)

      • Francesca (Mirya) Says:

        Ti ringrazio della spiegazione e di avere avuto l’opportunità di imparare un po’, è una cosa rara al giorno d’oggi. Concordo solo in parte sul fatto che la vicenda sia ridicola: per me Lara parlava di una questione importante ed è molto brutto e grave quello che le è stato scatenato contro. Contro di lei, proprio, che si è sempre espressa in termini pacati, e non contro gli utenti del blog.
        Naturalmente, infatti, su una cosa non sarò mai d’accordo: sull’opporsi a certi comportamenti adottandone di simili. Per me l’unica risposta a quella che io leggo come maleducazione resta l’educazione e difficilmente, secondo me, essa si sposa con l’ironia, anche con quella definita da te, a meno che non ci si trovi in ambito familiare dove persino gli scherzi più pesanti sono solo divertenti e dove mi posso permettere di insolentire mio marito col sorriso.
        Credo che spesso queste discussioni rischino di divenire un circolo vizioso: la rabbia acceca chi scrive ed ecco le eventuali castronerie da entrambe le parti. Io, che resto una di quelle che alla mia veneranda età pensa ancora di poter cambiare il mondo, cerco di tenere a freno la rabbia insolentendo mio marito, poveretto. E ripagandolo poi in natura, ovviamente, perché questo sì, che altrimenti sarebbe reato.
        Grazie ancora della tua attenta delucidazione.

  10. M.T. Says:

    Bisogna prendere posizione, mettere dei punti fermi oltre cui non si può andare. Altrimenti si finisce come con il berlusconismo e tutta la classe politica che ha allevato e che si tira dietro: quanto ha fatto non è fine a se stesso, perché con il suo esempio ha creato un sistema dove tutto è è permesso, dove si può insultare, dileggiare e infangare chiunque. Tutto è stato comformizzato e standardizzato perché “tutti fanno così”.
    Spiacente (nemmeno un pò) per chi crede che sia sempre così, perché ci sono persone che conoscono il valore dell’educazione e del rispetto.
    A essere fuori dal sistema si paga uno scotto, si è diversi e si crea scompiglio, ma è quanto occorre fare per non adeguarsi a regole sbagliate.
    Sappi Lara d’aver fatto la cosa giusta e di non doverti rimproverare nulla.

  11. Mele Says:

    Attenzione a tirare fuori il berlusconismo, perché qui, con le teorie complottiste che accusano GL di essersi tirato il duomo in faccia da solo e tutta la lobby di “critici” che prende di mira una persona e la massacrano, qui rischia che nei termini del paragone GL e Lara finiscano a fare Silvio e gli altri i vari giornalisti di sinistra. Occhio, neh, che queste storie hanno già troppo in comune. Quasi si intravede un modus operandi in sottofondo.

    • Marco Albarello Says:

      Qui abbiamo una persona (che sia scrittore o meno, poco importa) che ha insultato più di un visitatore del suo blog nel tempo.

      In questo modo non ha fatto altro che accumulare astio dal prossimo verso di sè.

      Poi, non contento, si è lamentato spesso e volentieri di presunte minacce di morte (dico presunte perchè di prove non se ne sono mai viste).

      Secondo Esopo e la sua favola “Al lupo! Al lupo!” si capisce chiaramente del perchè in questo frangente di attacco (anche vero che fosse) nessuno (nemmeno il sottoscritto, soprattutto dopo essere stato indicato inizialmente come sospetto) è più portato a crederci. Tutto qui. Non c’è nessuna teoria complottistica. C’è solo una persona che ha trattato male tutti, che si è sempre lamentata di tutto ed ora pretende compassione e comprensione.

      Mi dispace, sono buono, ma non scemo.

      E anche fosse successo veramente, fare tutta sta cagnara per un ragazzino minorenne che trolla su internet, santo cielo. Capiterà ogni giorno in qualsiasi forum/blog/comunità. Se si dovesse chiudere per questo motivo, internet non esisterebbe più già da tempo.

      Chi è causa del suo mal pianga sè stesso. Nessuno si è mai accanito contro Falconi, Strazzulla, Troisi, Manni ecc. così ferocemente. GL è l’unico. Chi è causa del suo mal, pianga sè stesso.

      • Mele Says:

        GL ha il carattere che ha. Brutto, ok, che ci possiamo fare? Puoi anche dire che quasi se la sia voluta. Ma c’è un ma.
        Sapessi quante volte abbiamo litigato pesantemente io e lui un po’ ovunque e per qualsiasi motivo! Per quante volte ci siamo insultati vicendevolmente, tête-à-tête, non sono mai andata a farlo alle sue spalle. Non ho mai gioito di vederlo fatto. Perché è scorretto. E non parlo per l’aspetto “pubblicitario” della cosa, di cui poco mi importa. Non si sparla della gente (almeno non con certi toni) alle sue spalle. Non credo che lui l’abbia fatto. Credo che sia sempre stato molto diretto. Quello da cui lui si è sempre sentito ferito (e siccome ognuno ha la propria sensibilità, non si può dire se sia un motivo stupido o meno) è proprio l’essere spesso attaccato alle spalle. L’ “incidente” del falso commento di Lara è, al massimo, stata la proverbiale goccia.
        Io non sono né buona, né stupida. Solo moderatamente corretta.

      • Alex Frost Says:

        @Mele:
        Scusa, in che senso alle spalle?
        Nel momento in cui gente scrive delle cose su un forum comunque accessibile al pubblico, di cui GL era a conoscenza e le cui stesse critiche lì presenti gli erano state poste senza ricevere una risposta diversa dallo sdegno, dove sarebbe il parlare alle sue spalle? 🙂

        Alex Frost

      • Mele Says:

        Sì.

      • Marco Albarello Says:

        Mele, mi permetto di suggerirti un articolo che ho trovato sulla questione molto neutrale e super partes:

        http://grandeavvilente.splinder.com/post/24793963/mail-a-un-giovane-blogger

        Così è come il tutto appare agli “esterni”. Ognuno ne tragga le sue conclusioni.

  12. M.T. Says:

    Il mio commento è riferito che ad andare con lo zoppo s’impara a zoppicare. O a stare nel sistema si diventa come il sistema. Perché i continui esempi che hanno datto certe persone e classi hanno spinto le persone a conformarsi a questo modo di agire: purtroppo, nel bene e nel male, l’uomo è portato a imitare. E i toni aggressivi, di rissa, d’imposizione, votati a voler prevaricare e distruggere l’altro sono un dato di fatto di questo modus operandi, che si ripercute in molti aspeti della vita.

  13. Elfo Says:

    A me viene in mente anche la questione Ricci vs Lipperini (e forse è anche per questa che la signora Lipperini se l’è presa a cuore). Ovvero così come Striscia a forza di “risate ironiche” e appelli alla libertà di espressione ha tentato di minare la credibilità di Loredana in merito alla sua posizione sul documentario “Il corpo delle donne”, così un certo tipo di critica va ad attaccare non tanto l’opera di un autore ma la sua condotta. E allora gli scrittori o fanno come Salinger oppure accettano il confronto, ma se lo accettano – come da una parte si pretende di poter dire la propria – è lecito che pretendano anche che il confronto sia civile e non a botte di ” testa di c…”, “imbecille”, “segaiolo” ed altre amenità del genere. Poi, siamo tutti molto simili nel fatto che se provocati reagiamo malamente. Gli scrittori non sono guru pacifisti e le reazioni scazzate ci stanno, così come si verificano attacchi volgari. Ciò che mi sembra si stia cercando di dire è che tutta sta acredine non serve a niente e che argomentarla dicendo che “se uno scrive un brutto libro io mi sento insultato e allora insulto” non regge. E’ la legge dell’occhio per occhio che, come diceva il buon Gandhi, rende tutto il mondo cieco.

  14. Laurie Says:

    Non so che dire. O meglio, ora lo so ma non è bello dirlo: se tu ti senti meglio a stare lontana dalla rete, allora prenditi tutte le pause che vuoi.
    E’ vero, non sei così.
    Questo discorso è così degenerato che si è accusato subito un blog. No, no, non diamogli troppa importanza, se ne danno già tanta loro: sarebbero più onesti se dicessero che fanno questo solo per il loro divertimento, e invece sostengono di essere la parte buona che si oppone alla malvagia editoria italiana. Se ci credono loro.

  15. Anonimo Says:

    Devo dire che sono esausto, e sono solo un lettore, quindi una figura abbastanza secondaria in quello che è accaduto. Posso solo immaginare come si senta Lara, per cui mi sento di dire solo: ciao ara torna presto, ti aspetto.

    La lettura di questo blog mi ha swmpre arricchito molto. Confido nel suo ritorno. Per quelli la, ho sprecato abbastanza tempo. Forse la cosa migliore da fare è non cagarli. Scusate il francesismo

  16. Paolo E. Says:

    quello sopra sono io scusate

  17. Martina Says:

    Super partes, Marco? Ma se Grandeavvilente frigna perchè LM non è andata a spiattellarsi sul suo blog e poi lamenta che le persone passano troppo tempo su Internet? Dai, mai letto articolo più piagnucoloso 🙂

    • Marco Albarello Says:

      E lo so, ma almeno se la prende con tutti, lol. Non volevo riflessioni che se la prendessero solo con una parte o l’altra. xD Come vedete c’è anche chi non è schierato. xD

      • Martina Says:

        E’ schierato eccome xD “Mamma, mammina, la Manni non risponde alle cose intelligentissime che scrivo! Cattiva cattiva, adesso le dò della serpe pure io così impara, ecco!”. Che maturità! Che imparzialità! xD

      • Marco Albarello Says:

        Intendevo non schierato tra scrittori autoreferenziati e Kritikoni Kattivi. 🙂

        Ti sei soffermata solo nella parte finale dell’articolo, ma la sua riflessione coinvolge tutto e tutti. Questo intendevo con imparzialità. E sinceramente ho trovato più maturo il suo articolo (che non condivido del tutto, in effetti questo sfogo sull’essere stato ignorato è moooolto fanciullesco) di tutto il resto che ho letto sulla questione. Forse non sarà un santo, ma trovo che sia quello che ne esce più “pulito” da questa lotta nel fango. Un’opinione personale.

  18. Giovanni Says:

    Da lettore del blog di Lara mi permetto due considerazioni.

    La prima, molto semplice, è questa: Sticazzi. Non so se sia il fatto di non essere un lettore “di genere” o quello di aver ormai passato la soglia degli anta, ma di tutta la discussione su altri lidi, le rivalità tra autori e critici e in generale di tutto questo astio che sembra permeare il mondo letterario italiano, e (forse) in particolare quello specifico del genere fantasy/perturbante, a me come credo alla gran parte dei lettori non può fregare di meno. Le ragioni dell’uno e dell’altro sono più noiose di una intervista a Moccia, e a me sembrano più che altro lo sbrodolamento masturbatorio di chi è ancora convinto che la sua opinione conti qualcosa. Notizia: non è così.

    La seconda è che Lara ha scritto dei libri, ha agito, realizzato delle cose reali, GL ha fatto lo stesso. Questi sono fatti. Le idee espresse da tutti coloro che non hanno realizzato altrettanto, non hanno la medesima dignità, almeno per me: sono chiacchiere e stanno a zero. Liberissimi di esprimerle, per carità, ma un bel chissenefrega ci sta tutto. L’opinione di Picasso sull’arte è quindi più qualificata di quella di un elettrauto di Pontremoli? Ovviamente sì. E basta con questa idea del siamo tutti artisti o le opinione hanno tutte pari dignità, non è vero, punto e basta.

    La terza è che come lettore del blog, di tutta questa storia colgo solo la conseguenza reale: Lara si è presa una più che giustificata pausa. Probabilmente avrei fatto lo stesso. Spero che torni presto, mi piace leggerti.

  19. Jessica Says:

    Quoto in tutto Giovanni. Trovo spaventoso quello che è successo in questi giorni: ho letto tutto. Ho letto il forum in questione, ho letto pure il blogger che ha fatto il post perchè tu non l’hai commentato e che su Baionette Librarie scrive porcherie ancora maggiori. Le chiacchiere stanno a zero: lascia correre, infischiatene. Internet è pieno di gente che pensa di poter lasciare il segno in questo modo.
    La differenza è in quello che ha scritto Giovanni: tu hai scritto romanzi e li hai firmati col tuo nome. Questo resterà. Il resto è fumo. Puzzolente, ma fumo.

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