Libri da maschi?

Ma quando lo faccio il benedetto post sulla paura se continuano a venire fuori spunti interessanti dalla discussione?
Questa cosa dei libri da maschi e libri da femmine che appare nei commenti al post di ieri, per esempio. Io ho sempre pensato, e penso, che non esista una differenza reale, se si esclude la produzione per bambini e adolescenti, tipo Piccole donne. E però, ad un maschietto non farebbe mica male leggere la Alcott, così come io mi sono sciroppata I ragazzi della via Pal, che dovrebbe teoricamente essere per maschi (odiandolo) e Tom Sawyer e Huckleberry Finn (adorandoli).
E poi dove dovrebbe essere la differenza? Nel fatto che nei libri per ragazze/donne si parla d’amore? Ma allora (sì, sto per dirlo di nuovo, tenetevi forte) King? La storia di Lisey non è la più bella storia d’amore scritta negli ultimi anni?
Oppure nel fatto che i libri “al femminile” sono più introspettivi? E la signora Yourcenar, allora? Fredda e lucida come una spada. E la signora Woolf? E la signorina Tsugumi Ohba, la sceneggiatrice di Death Note?
Chiedo lumi.

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35 Risposte to “Libri da maschi?”

  1. Vale Says:

    Allora, voglio raccontarti una storia, mettiti comoda.
    Compleanno dei sedici o diciassette anni (miei). Una mia più giovane amica, tredici, decide di farmi un regalo, e sapendo che sono una accanita lettrice, non ha dubbi: un libro! La Vale quel periodo è appassionata di fantascienza, gialli inglesi e certa narrativa hard boiled americana degli anni quaranta. La sua amica va in una piccola libreria, e dopo aver osservato a lungo gli scaffali, chiede un libro di fantascienza per un regalo di compleanno.
    Non ho libri di fantascienza, purtroppo. Per chi è? Chiede affabile la signora (la immagino ben piazzata, di mezza età e ossigenata).
    Una mia amica, fa 16/17(non ricordo) anni.
    Ah, allora ho un libro adattissimo per una ragazza.
    ***
    Quando lo scarto, l’intestazione dice “Liala”.
    La mia amica non è una gran lettrice, e ha tirato a fidarsi della libraia.
    L’ho ringraziata, e ho tenuto le risate per dopo.
    (comunque il libro l’ho letto, e: no, decisamente, avrei preferito Hammett…)

  2. demoniopellegrino Says:

    Allora, secondo me la distinzione esiste ed e’ giusta. Ma viene applicata spesso a libri sbagliati.

    Mi spiego: King e’ unisex in moltissimi suoi libri. (Non dico tutti perche’ mi viene a mente il Talismano, scritto con Straub, che per me e’ piu’ un libro di formazione per ragazzi, non ragazzE). Ma ci sono molti autori/tematiche che possono effettivmaente essere considerati piu’ per donne/uomini.

    Senza scomodora la letteratura harmony (ovviamente per donne), che mi dici della Pilcher? Io un paio di libri suoi me li sarei anche letti (e uno, Settembre, mi piacque molto). Ma credo non si possa negare che scriva tematiche molto piu’ femminili: amore, tradimenti, saghe familiari, tutte raccontate sempre al femminile. il che la rende molto diversa da un Wilbur Smith, che anche quando scrive di amori, tradimenti, saghe familiari, e’ piu’ maschile, al massimo unisex.

    Veniamo alla fantascienza: i dati scolastici ufficiali dimostrano chiaramente che il numero di donne che studiano materie scientifiche sia inferiore al numero degli uomini (che poi abbiano risultati superiori/uguali a quelli degli uomini e’ un altro discorso – qui si parla di numeri). E siccome molta della fantascienza classica ti snocciola scienza a ogni pagina, e’ normale che venga considerata rivolta piu’ a un pubblico maschile. E’ ovvio: ci sono le eccezioni. ma io amiche che si appassionassero a Asimov non ne ho avute.

    Si potrebbe poi parlare di Esbat. Anche senza sapere chi fosse l’autore, avrei capito subito che era scritto da una donna. E il mio non e’ un giudizio di valore.

  3. Ele Says:

    Beh, a parte i casi limite che dice Vale (per casi limite intendo più, mh, casi di trappola da stereotipi xD?) devo riconoscere che ci sono libri che, come disse un saggio, “solo una donna può leggere una simile sbobba”, non tanto per i polpettoni amorosi, ma perché le donne (e lo dico con amore verso moltissime grandi donne della letteratura) sono EGOCENTRICHE. Mi spiego: buona parte delle autrici ‘moderne’ creano protagoniste donne (perché guai una donna che scrive di un uomo protagonista, non sia mai) che non si possono sopportare. E via con la donna Libera Indomabile, Artista, Non Canonicamente Bella MA con delle cose che ovviamente la rendono irresistibile…vorrei ripetere l’ovvio, ossia che va di caso in caso, ma sinceramente guardando sulla larga scala mi sento di dire che sì, lo fanno la maggior parte delle donne. Penso a “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo”, per esempio, gran bel romanzo estremamente dolce, che mi ha pure commossa…ma “la moglie” in questione volevo annegarla e posso dire tranquillamente che ha rovinato il libro. Lo stesso vale per tutte le donne della Extebarria, che invece mi era piaciuta molto nei suoi romanzi di formazione, dove era sempre profondamente femminile e femminista, ma non per questo avevi voglia di urlare “fila in cucina, sforna bambini e sta zitta, CAGNA” ai personaggi.

    Il problema, secondo me, è che la scrittura maschile è più universale, sinceramente. Quasi sempre (parlo sempre del moderno, chiariamo) un uomo sensibile batte cento su uno una donna sensibile nel narrare. Questo non perché gli uomini siano geneticamente più bravi xD ma perché credo tendano a distaccarsi e universalizzare di più i loro testi. Le donne li interiorizzano, invece, rendendoli in un certo senso ostili. Il mio ragazzo, per esempio, legge come me la grande e meravigliosa Jeanette Winterson (che comunque la salva l’umorismo british), ma penso siano relativamente pochi gli uomini che lo facciano, questo malgrado molti dei suoi protagonisti siano uomini e ben riusciti. Insomma, è più facile che il lavoro di un uomo colpisca anche le donne che non viceversa, ammettiamolo.

    E poi spiace dirlo, ma quanti polizieschi vedi scritti da una donna che non siano incentrati su quanto la poliziotta/scienziata/medico legale sia figa e sappia tutto? Quanti fantasy non s’incentrano sulla ragazza Prescelta (per qualsiasi cosa) con le Doti Speciali e tutto gira solo attorno a lei e a i suoi umori? E quante sceneggiatrici di comics ci sono (ok, qui c’è da dire che gli sceneggiatori di comics sono i vecchi lettori di comics, e quello una volta era ambito ad appannaggio esclusivamente maschile)?
    Ma penso che questo dipenda tristemente dal fatto che queste sono le cose che ci si aspetta una donna scriva e che quindi gli editori vanno a cercare. Se ci pensi, anche di registe donne ce ne sono pochissime, e o sono figlie d’arte o girano cose “da donne”, come storie sul femminismo, per esempio. Eppure io non voglio credere che in tutto il mondo non ci sia una donna che saprebbe e vorrebbe girare un Chicago piuttosto che un Battle Royale.
    Se poi aggiungiamo che tutto quello che è scritto da una donna quasi sempre finisce in “letture rosa”…e__e non abbiamo un buon ambiente in cui dimostrare che possiamo fare altro.

    Certo una cosa sono i romanzi da donna e un’altra sono quelli che si vede sono scritti da una donna. Sono cose molto diverse. Le Nebbie di Avalon è scritto da una donna, ha indubbiamente una profondità femminile, ma è un libro per donne? Non credo (anche se ci sono vaghi accenni all’omosessualità, e come sapiamo molti uomini hanno ancora paura che leggendo queste cose magicamente il loro pene verrà mozzato e cominceranno a parlare in farsetto, quindi chiudono il libro e vanno a farsi una birra ruttando).
    Io stessa ricevo continuamente mail di lettori che mi dicono “sarò il tuo unico lettore maschio!” ma non è assolutamente vero, ne ho moltissimi. Ed è ancora più significativo se pensiamo che ultimamente ho scritto yaoi, genere odiato dagli uomini eterosessuali per i motivi di cui sopra (e perché è quasi semore idiota, ok) e dagli omosessuali perché infanga l’omosessualità xD E in molti mi hanno detto che scrivo “da maschio”. Il che è strano, visto che pubblico tantissime storie d’amore, anche se non “canoniche” (canoniche = stucchevoli), e ho una sensibilità decisamente femminile. Sarà per l’ironia (hai idea dell’uso in dosi massicce che ne faccio, ormai xD)? In effetti, mi dispiace dirlo, un sacco di autrici donne hanno una scopa in culo. Ragazze, santo cielo, qualche battuta non strasentita nelle sitcom e fatta solo per far vedere quanto Arguta e Tosta sia la protagonista ogni tanto non guasta xD”
    Penso si tratti, semplicemente, di quanto in là vuoi andare. Un uomo quando scrive fa un lavoro di immedesimazione e ricerca più profondo quando scrive di una donna, e a volte il risultato viene premiato. Ma una donna quando scrive di un uomo raramente fa questo sforzo. Sarà perché non ci riesce? Sarà perché è stata cresciuta con la storia che “comunque l’uomo è insensibile e semplice”?
    Chissà. Ma ammetto che a me vengono in mente solo Grandissime Scrittrici che sanno affascinare gli uomini, pochissime “di massa” (detto non con disprezzo, ma semplicemente non alti picchi come la Woolf, per dire), mentre mi vengono in mente tanti uomini “di massa” che sono amati dalle donne. Anche autori profondamente maschili come Hornby, per esempio.
    Ma, c’è da dire, un Grandissimo Scrittore è fuori catalogo ed è più che naturale cominichi a tutti senza limiti di età o sesso. Penso si debba solo provare a farlo anche noi che stiamo in basso e vedere se qualcosa cambia.

  4. Ele Says:

    Aggiungo che comunque l’identità femminile ha una storia diversa e più dolorosa dell’identità maschile, per tanto è più radicata. Il problema non è se un libro sia scritto in modo femminile da una donna, ma se sia scritto da una donna solo per altre donne.

  5. Mele Says:

    Demonio, Frrrrrrrrrrrr! Il tuo commento è il mio.
    Ma Larù! Perché prendi sempre spunto da me?
    Facevo un discorso sulla letteratura per ragazzi, effettivamente… perché comunque ci sono dei libri che dei ragazzini mi tirerebbero in fronte, se glieli regalassi.
    Mamma quante cose avete detto. Io facevo al massimo un distinguo su protagonista (è maschio o femmina?) e contenuti (quanti ragni/ serpenti/ caccole ci sono?), distinguo molto personale perché da piccola ero convinta di essere una principessa e mi comportavo come tale.
    Certo, che quando ho trovato Abissi d’acciaio e Paria dei cieli (erano in bagno, non chiedermi perché) ho perso all’istante quasi tutti i miei pregiudizi sui maschi (e sugli *scrittori* maschi, Dahl a parte).
    (Anche se in un libro che non ricordo scriveva qualcosa del tipo che il protagonista non si deve innamorare e se lo fa deve… boh, farlo in un certo modo? Boooh. Sono passati dieci anni!)

    E poi, vabbeh, era un discorso *quasi* tra me e GL perché ho scritto che il suo è un libro da maschio, collegato al fatto che aveva portato a galla qualcosa della mia infanzia. E quindi della mia schizzinoseria sulle “robe da maschio”.
    (Ah, già. Collegandolo anche al fatto che non ci posso slashare. Mentre di solito sui libri per ragazzi – quelli che indicano come età 13/14 anni – lo faccio alla grande. Adesso non tiriamo fuori il discorso su quale target abbia W, eh!)

  6. celesty Says:

    Sono solo pregiudizi questi dei libri da maschi, libri da femmine.
    I libri vanno a seconda dei gusti, non a seconda dei generi.
    Se alle femmine piace lo spionaggio, leggono un libro di Ken Follett. Se ci sono maschi sognatori di storie d’amore bellissime, leggono qualche libro harmony! ^^

  7. Lara Manni Says:

    Mmmm.
    Dunque. Quella che Ele indica è brutta scrittura, però, che si debba a un uomo o una donna. E’ vero che la Mary Sue scatta quasi in automatico quando chi scrive è di sesso femminile: ma sempre di brutta narrativa si tratta.
    Demonio: IO ho adorato Asimov, da ragazzina, quando mi sono consumata le unghie leggendo la Trilogia galattica. E ho adorato Herbert, con la saga di Dune. E poi ho scoperto Dick…
    Vero però che una donna scrive di donne, e che raramente ho incontrato autrici in grado di scrivere di uomini come King scrive delle donne. A parte, appunto, la Yourcenar (ah, l’Opera al nero…).
    Mele, come faccio a non prendere spunto da te? Mi ispiri!

  8. Mele Says:

    E’ che poi tu allarghi il discorso e sembra che mi metti in bocca cose che non ho detto e non avevo intenzione di dire… (approfitti un po’ del fatto che io ti perdono tutto, eh?)

  9. demoniopellegrino Says:

    mmm, Lara, ma a parte Dick – che e’ comunque fantascienza particolare, piu’ mentale che esplorativa, e che puo’ quindi facilmente piacere molto anche alle ragazze – quante amiche avevi a cui piaceva Asimov? Perche’ oh, senno’ vuol dire che ho sbagliato scuola.

    Ah, una cosa: nella mia casa nuova, avevo bisogno di un qualcosa da mettere sotto il comodino per alzarlo un poco, per liberare la presa della corrente dietro (vabbe’, sembra complicato, ma non lo e’). Quindi ho pensato di metterci dei libri. Quali libri? ho deciso di usare per questo aulico compito i libri potjemkin (che, checche’ ne dica GL e’ comunque pesantissima): tra questi, la Yourcenar (con tutte le sue nenie), che figura con ben due libri sotto il mio comodino (gli altri, per la cronaca, sono la mia tesi di laurea, Senilita’ di Svevo e Cent’anni di solitudine).

  10. Lara Manni Says:

    Però l’Opera al nero è bella, Demonio, eh xD Su Svevo, come sai, ultraconcordo.
    Amiche a cui piaceva Asimov? Mmmm. Amiche a cui piaceva Sartre, sì. Asimov poche, in effetti.
    Mele, sì. (frrr)

  11. Libri da maschi? « Laramanni's Weblog | Libri Says:

    […] See the rest here: Libri da maschi? « Laramanni's Weblog […]

  12. uriele Says:

    piccole donne
    piccole donne crescono
    piccoli uomini
    i ragazzi di jo
    pollyanna
    Il giocattolo dei bambini (e chi mi dice che non é un romanzo e che non meraviglioso lo impalo :D)

    Alla fine sono tutti romanzi belli e divertenti, magari piú su un target femminile che maschile (ecco magari cime tempestose e Orgoglio e Pregiudizio, anche no…), ma scritti bene e divertenti. La divisione romanzo per bambini, per adulti, per maschietti e per femminucce esiste, ma é solo una linea generale: mia madre odia la fantascienza ma ha amato Dune (e io sono un fanboy della saga, ma vabbé), prima dei 18 anni non avevo mai letto il piccolo principe e dopo averlo letto l’ho riletto altre quattro volte frignando come un agnello durante la scena della volpe e alla fine. Piccole donne é un romanzo per ragazze, me lo ha messo in mano mia sorella (dopo avermi fatto una bella cura ludovico davanti a “una per tutte, tutte per una”:D) e l’ho divorato: magari non é il mio genere d’elezione, ma era un bel romanzo e sono felice d’averlo letto (e poi di aver seguito il mio istinto primordiale di finire le saghe che inizio)

    Comunque per quanto mi riguarda Piccole donne, come Tom Sawyer e Huck Finn, quei libri che oltre ad essere piacevoli sono anche il background basico delle nostre generazioni

  13. Rohchan Says:

    Come già detto nel post precedente, concordo con te, lara. La distinzione ‘libri da maschi e da femmine’ regge bene solo finchè si è piccoli. Poi la cosa si fa complicata, i generi si mescolano, i gusti cambiano, et voilà. Niente è più cosi chiaro come quando si era piccoli…^^

    Concordo con Ele e Demonio; le donne, senza farlo apposta magari, sono più egocentriche nella scrittura. Per una donna è difficile immedesimarsi in un uomo, non riusciamo a capirne la mente e i meccanismi di ragionamento -ma forse dipende dal fatto che abbiamo perso l’abitudine. Semplicemente diciamo ‘bah, uomini…’ e ce ne andiamo per fatti nostri.- , gli uomini invece no. Secoli e secoli di corteggiamento e parte del sesso forte da recitare li hanno obbligati a entrarci nella testa, e così ecco che anche una donna raccontata da un uomo è credibile.
    Un uomo raccontato da una donna, nella migliore delle ipotesi (e a meno di trovarsi davanti ad un genio in gonnella della scrittura) sembra un po’…ehm. Effeminato. >.>
    E una donna vista da una donna è -issima. Sempre o quasi. Una fastidiosa Mary Sue che si vorrebbe impalare. ^^

    Di Asimov ho letto qualcosa…i racconti del libro in cui è incluso ‘io Robot’, per esempio…e anche un pezzetto del ciclo della fondazione, ma forse ero troppo piccola per capirlo ben ben bene. Però ricordo che non era male…^^

    Uriele…complimenti per le tue letture! A parte mio fratello, i ragazzi che hanno letto Piccole Donne salgono a 4. E…Il Giocattolo dei Bambini…sarà mica il manga di Miho Obana? *.*

  14. uriele Says:

    Proprio lui. Fa piangere, ridere da rotolarsi, pensare. La parte dell’accoltellamento di Akito Hayama é straziante. L’ho preferito a video girl Ai, Touch e tanti altri 😀

  15. Lara Manni Says:

    Il Giocattolo dei Bambini non lo conosco 😦
    Ah Uriele, per esempio Orgoglio e pregiudizio (aiuto) io non lo amo, ma qui diventa una questione di gusti su cui è difficile giudicare.
    Vediamo…uomini che descrivono bene le donne…a palate. E l’ultimo caso è quello della trilogia di Millennium.
    Adesso mi incaponisco a cercare il viceversa, eh…xD

    (esperienza personale: noto che il mio maschile, nelle storie che scrivo, è sempre molto accudente, anche troppo…uhm)

  16. uriele Says:

    ti do una mano… Marion Zimmer Bradley e Anne Rice (ok nel suo caso non sono propriamente uomini uomini). E visto che ci siamo… la mamma della fantascienza, Mary Shelley 😉

    Del giocattolo dei bambini probabilmente hai visto l’anime: Rossana (quello della bambina attrice, del biondo col musone e la madre con lo scoiattolo nelle acconciature assurde). Penso fosse piú o meno lo stesso periodo di Piccoli problemi di cuore

    La sigla purtroppo era orrenda, eravamo giá nel periodo della deriva Dragonballmontoleparoleallacazzo.

  17. Lara Manni Says:

    Capitocapito. 🙂
    Bradley ok, Shelley assolutamente sì. Aggiungo la Palazzolo (i suoi sopramorti maschi sono perfetti, secondo me). Sulla Rice, ho qualche dubbio, pur amandola molto: perchè i suoi vampiri sono, sempre secondo me, molto ibridi quanto a identificazione sessuale. Insomma, potrebbero essere maschi o femmine indistintamente….
    Ma qui urge altra domanda: è facile o no raccontare un personaggio maschio, oggi?

  18. Vale Says:

    Ecco, io ho iniziato con Asimov, Heinlein e i grandi dell’età d’oro. I miei per sbagli avevano alcuni romanzacci della serie “i gialli proibiti” mondadori o garzanti, e per sbaglio mi sono finiti tra le mani. Ho iniziato a scrivere producendo orribili gialli con cloni rimbecilliti di Humphrey Bogart e dark ladies lesbiche.
    Non è un caso che da piccola volevo essere maschio, perché i maschi potevano fare tutto e le “signorine” invece dovevano stare composte e tranquille…

  19. Vale Says:

    Quanto alla facilità di raccontare uomini, non saprei. A pensarci, le cose che ho scritto fin’ora sono più incentrate su protagonisti maschi, che donne, sarà che mi interessa esplorare il diverso? Io ho la fortuna di avere un uomo che mi fa da editor e mi dice quando scrivo una cazzata… Non so se lo faccio bene, so che mi diverto a farlo.

  20. Vale Says:

    Infine (perdona il multicommento, oggi il cervello funziona a tratti) ricordo una battuta del film “Qualcosa è cambiato” e la rigiro a mio uso: per descrivere bene un uomo basta descrivere una donna e togliergli logica e buon senso.
    (ovviamente sto scherzando)

  21. Lara Manni Says:

    🙂
    Però…mettersi nei panni di un altro è sempre complicato, perchè fatalmente si filtra dalla propria esperienza oppure dalle proprie letture o ancora dai propri sogni. ma quanto si riesce ad essere credibili?
    Sai che non ho la risposta?

  22. uriele Says:

    mmm… non so, io li ho sempre considerati sessualmente neutri, ma come personaggi, al di lá della parte puramente sessuale mi piacevano le caratterizzazioni maschili e femminili. La differenza fra Pandora, Merrik, Lestat ed Armand la sentivo molto (ok mi hai fatto venire voglia di rimettere mano alla saga e finirla)

    Nella saga delle streghe di Mayfair le creature sono piú umane e forse lí la distizione si sente meglio (parlo della saga, ma purtroppo ho letto solo l’ora delle Streghe: i Vampiri Riceiani mi acchiappavano molto di piú)

  23. Rohchan Says:

    Uriele…*sorriso a sessanta denti* vuoi essere mio amico? ^_^

    Anche io ho trovato quel manga strepitoso, e infatti presi poi anche ‘Andante’…che però non raggiunge le vette del Giocattolo. La mia parte preferita è quella del loro viaggio a Dreamland, quando Sana è malata e Akito la sveglia di forza…e poi…sigh.ç.ç
    Lara, se ti capita, leggilo. E’…uno dei migliori manga che abbia letto negli ultimi anni.

    Sulla difficoltà di descrivere un personaggio maschio….beh, io credo che sia ugualmente difficile descrivere un personaggio femmina. Nel senso, ormai siamo in un’epoca in cui siamo tutti sballottati di qua e di là, sempre in corsa, sempre ossessionati dalla macchina-moto-ultimo libro-ultimo film-ultima moda.
    E poi il lavoro che non marcia come dovrebbe, la famiglia che spesso stressa, e gli amici che non sono più quelli di prima.
    Indubbiamente tanta parte è frutto di voli pindarici propri (la razza umana è altamente specializzata nel piangersi addosso, ho imparato), ma è anche vero che…ci siamo persi la semplicità.
    Ci piace troppo sguazzare nel complicato per accontentarci di una cosa semplice, nella vita reale come no. Insomma, a volte basterebbe dire ‘ho un lavoro, un tetto, cibo nel piatto e qualcuno che mi vuol bene. Riesco persino ad avere tempo di leggere ed ascoltare musica, che voglio di più?’ , e invece siamo sempre a lamentarci che nemmeno il posto delle vacanze va bene.
    E’ ovvio che, con un background di vita simile, non possiamo raccontare storie semplici, o quantomeno è molto difficile, e quindi per forza anche i personaggi non posso esserlo. Come dicevi giustamente tu, ed anche secondo me, tutto ciò che scriviamo è filtrato dalla nostra esperienza, o da quella di qualcuno molto vicino a noi.
    E’ impensabile immaginare qualcosa di completamente alieno dalla nostra vita…forse soltanto un libro scritto da un nativo della foresta amazzonica potrebbe esserlo, per il resto, tutto il mondo è paese ormai, a qualsiasi latitudine.
    Oppure potrebbe saltar fuori un manoscritto di inizio ‘900, quando la vita aveva un altro sapore e un’altra impostazione. E allora magari, tra gonne di taffetà, uomini in panciotto e tuba, contadinelle e giovanotti a pascolare le vacche col proverbiale pezzetto d’erba in bocca potremmo dire ‘caspita, questo sì che è un capolavoro! Che introspezione!’

    Ehm…me ignorante. Che vuol dire accudente? o.O A me il tuo Hyotsuki piace un sacco, tanto per la cronaca. E, per colpa tua, già che ci sono, ho iniziato ad amare anche Yobai. Aahh, questa gente con la lente sul mondo di un colore diverso dal mio…

  24. uriele Says:

    Ok, qua scivolo OT e chiedo venia. Ma questo Andante é mai uscito in Italia? Maestro la prego mi indichi dove trovarlo (cado in ginocchio stringendo un feticcio di Sana fra le mani).

  25. Rohchan Says:

    Rialzati, che non sono la Madonna..^^

    Sì, Andante era uscito anni fa. Credo si trovi abbastanza facilmente, se non ricordo male è in tre volumi e -di questo sono sicura- la casa editrice è la stessa del Giocattolo.
    Non dovresti avere difficiltà..io abito in un posto dimenticato dai Kami e dagli uomini, e c’era in tutte e due le fumetterie in cui andavo…>.>

  26. Laurie Says:

    Mah, i romance sono libri per sole femmine?
    E mi sa pure distinzione difesa con la convinzione delle donne di salvare gli spazi sacri dove possono sognare i loro sogni (e giocare i loro giochi) senza nessuna intrusione maschile.
    Io trovo più preoccupante la distinzione libri per ragazze/ragazzi dedicati ai più piccoli. Se ci sono ghettizzazioni fin dalla tenere età °__°
    Secondo me non esistono argomenti più per un sesso o per l’altro, è possibile che alcuni piacciono statisticamente più ad un sesso che ad un altro ma dipende da chi scrive le cose. Come le scrive. La differenze tra shoujo o shounen non è che nello shoujo amore e nello shounen no, ma che l’amore in uno è raccontato in modo diverso dall’amore nell’altro.

  27. Lara Manni Says:

    Sono d’accordo Lau….forse siamo noi scriventi femmine che dobbiamo fare il salto, a questo punto…

  28. Uriele Says:

    @Rohchan: Maestra avevi ragione… molto bello ma non all’ altezza del giocattolo. Purtroppo non hanno ancora finito di tradurlo in inglese e sono bloccato a metà, ma la storia mi sta prendendo. Il mantra per evitare di infuriarsi è fenomenale 😀

    http://www.mangavolume.com/andante/chapter-andante-1/

  29. simona Says:

    Per dire,ogni volta che faccio un test psicologico attitudinale io risulto maschio al 90% e mio marito donna al 90%, il che è anche cosa giusta e buona, insomma sono una donna ma è una questione puramente biologica,le sovrastrutture comportamentali sono frutto di ambiente,cultura,politiche varie. Alla fine ciò che conta è quanto può dirci e darci un libro o altra opera d’arte. Ho fatto leggere Esbat a mia nipote poi l’ha passato al fratello, e l’hanno amato entrambi. Che significa, che mia nipote è un maschiaccio o mio nipote una femminuccia? Le dicotomie sessuali sono le divisioni più stupide di cui si ciancia tanto in giro…

  30. demonio pellegrino Says:

    Nessuno ha menzionato l’autrice secondo me piu’ capace nel creare personaggi femminili: la Meyer.

  31. demonio pellegrino Says:

    scusate, volevo dire personaggi maschili. Come dimenticare l’Edward di Twilight? la Meyer e’ bravissima nel tratteggiare cosa davvero pensano gli uomini.

  32. Lara Manni Says:

    xD
    Non so se sbaglio, ma se fossi un uomo vorrei torcere il collo al signor Cullen, per discredito della categoria….

  33. Rohchan Says:

    @ Uriele: ma perchè lo leggi in inglese, se c’è in Italiano? o.O (e scusa l’OT Lara, ma non so come altro contattare il figliolo se non attraverso il tuo post…ç.ç) Non ti biare….

  34. uriele Says:

    Non sono in Italia momentaneamente, appena posso ci metto le mani sopra in originale (a quello e a Pochi)

  35. Ema Says:

    Mmmh quanta carne al fuoco. Sorvolo il commento sulla meyer bravissima nel tratteggiare i pensieri maschili per non andare pesantemente fuori tema 😉

    A mio parere la letteratura per maschietti e per femminucce può avere un senso quando si parla di un pubblico giovane, in cui bene o male a farla da padrone è quasi sempre una forte identificazione con i protagonisti, il che dirotta i lettori dell’uno o dell’altro sesso sulla Alcott piuttosto che su un Salgari (parlando proprio di classici). Da questo punto di vista ad esempio Harry Potter ne ha per tutti, e riporta infatti un successo trans-gender (nel senso più facile del termine 😛 ). Lasciamo perdere harmony perché in fin dei conti lì c’è un obiettivo dichiarato e quell’obiettivo è la casalinga in cerca di evasione sentimentale. (Magari al maschile si può citare la collana “Segretissimo”, se qualcuno se la ricorda).
    La narrativa in genere… beh, si può dire da maschi o da femmine solo facendole una certa violenza e presupponendo che esistano argomenti da maschi e argomenti da femmine (come qualcuno già ricordava, sci-fi per maschi e sentimento per femmine). Andando a fare qualche statistica, probabilmente il risultato sarebbe ancora che i maggiori lettori di fantascienza sono i maschi, mentre per dire lo scibile Vampiro&Romantico è maggiormente patrimonio dell’altra metà del mondo. Mi è piaciuto leggere di tutte le fanciulle qui scriventi che sono cresciute a pane e Asimov, o Dashiell Hammett, o Raymond Chandler… ma temo che sia un fenomeno abbastanza localizzato, ecco ^_^
    Ma in parte è retaggio di antiche consuetudini. Oggigiorno le differenze in termini di “gusto” si sono assottigliate davvero all’osso, per avvicinamento reciproco dei due generi.

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