Distruggere il ghetto, realizzare l’utopia

In effetti l’idea è quella. Parlo dei commenti al post di ieri, a cui rispondo qui. L’idea è quella di un blog multiautore. Sì, come Carmilla o Nazione Indiana, che si occupano di letteratura in vari modi: con recensioni, approfondimenti, brevi saggi, interventi, ragionamenti sull’attualità, pubblicazione di testi narrativi. Sì, slegato da qualsivoglia editore o piattaforma. Sì, dedicato alla narrativa fantastica.
Tutta, senza distinzione di sottogeneri. Da Calvino a Dan Simmons.  Da Landolfi a McCarthy. Purchè sia di qualità. Su cosa significhi qualità potremmo discutere per secoli. Dico la mia, e vi invito a fare altrettanto. Testi che abbiano “progetti”. Testi che si rapportino con il reale anche quando nel medesimo faccia irruzione – e lo fa – il sovrareale. Testi dove l’attenzione al linguaggio e ai personaggi sia almeno pari a quella che si deve alla coerenza della trama.
Testi senza patria. Non mi interessa la noiosissima contrapposizione “perchè gli stranieri scrivono meglio di noi, oh tempi infelici, oh decadenza e caduta”  (vedi qui). Non mi interessa fare copia e incolla dei comunicati degli uffici stampa degli editori. Mi interessa ragionare. Mi interessa approfondire. Mi interessa creare una comunità di persone scriventi e leggenti che pensino che il fantastico non sia “dannazione, disse l’orco  all’elfo” o “il vampiro posò i delicatamente i suoi canini sulla candida gola della ragazza”.

Mi interessa uscire dal ghetto.

Mi interessano quelli a cui questa utopia interessa. Non subito, non domani. Ma presto.

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82 Risposte to “Distruggere il ghetto, realizzare l’utopia”

  1. Lidia Perfinta Says:

    Sono con te, Lara. 🙂
    Tutto questo è esattamente, parola per parola, preposizione per preposizione, il progetto che desideravo. Da tempo, confesso.
    Posso aggiungere una cosa? Il punto che mi piace di più del tuo articolo è proprio la fine. Sì, e checcacchio! Che il fantastico non siano solo zuffe tra orchi ed elfi, e che i vampiri, se proprio vogliono sangue, vadano un po’ a mordersi il culo a vicenda!

    Ehm, e scusate l’ardore.

  2. Andrea Says:

    It’s a Long Way to Tipperary…

  3. Lara Manni Says:

    Facciamolo. Mi piacerebbe un terreno comune di incontro fra tutte le persone che pensano che il fantastico non sia quel che emerge qua e là in rete e non solo. Gruppetti autoreferenziali che desiderano solo entrare nell’olimpo delle classifiche. Sprezzatori che si rifanno soltanto al genere strettissimo o al sottogenere ancor più ristretto. Abbiamo tutti bisogno di aria. Credo. Spero.

  4. Lara Manni Says:

    Andrea, la strada corre senza fine. Ma poi si arriva. 🙂

  5. Andrea Says:

    …But my heart’s right there!

  6. Vocedelsilenzio Says:

    Sìsìsì, questo progetto mi piace assai. 😀

  7. Carlotta Says:

    L’idea è ottima. Un’impressione che ho avuto spesso è che chi scriveva fantastico volesse definizione e quindi spesso limiti che li ghettizzavano come dici tu.
    Mi piace mi piace 😉

  8. Melmoth Says:

    Ci penso anche io da un po’…. Mi chiedo (me lo chiedo davvero): ma far un sito in cui certi autori del fantastico parlano solo del fantastico ( se si, parliamo di un ‘sopra-genere’ enorme) non è difatto farsi un ‘ghetto’? Capisco l’esigenza di trovare appartenenza dal momento che qui è come se non esistessimo, spesso sia per il mercato che per gli addetti ai lavori (mi rifiuto di scrivere ‘la critica’), ma non si rischia il contrario? Cioè di chiudersi tutti in una stanza e respirare solo la nostra aria? Parafrasando Capote, sento l’esigenza di altri voci, di altre stanze…
    Scusate se faccio il bastian contrario spero quanto detto metta in moto obiezioni interessanti.

    M. l’errabundo.

  9. Lara Manni Says:

    Non solo del fantastico. E comunque, sì, proprio dell’enorme sopra-genere vorrei si parlasse. Vorrei che si trovasse Murakami accanto a King, per esempio. O Moresco. O tutto quello che non viene considerato fantastico “doc”. E questo non si fa da nessuna parte, mi pare.

  10. Vocedelsilenzio Says:

    Io credo che poi si possa fare qualcosa di piuttosto libero nei commenti e quindi possono nascere dibattiti interessanti. Credo però sia importante che il sito sia gestito da persone che amano e conoscono il fantastico, perché solo così può venir dato il nostro punto di vista del fantastico. Ovvio che ci sarà chi dissentirà, ma credo che possano poi far nascere interessanti discussioni sulla base di quello che un ‘addetto al fantastico’ scrive, no?

  11. Melmoth Says:

    mmmm quella parte la capisco- E’ che Fantastico = Fantasy è un’equazione che sulla rete in Italia pare assodata. Di fatto sul tanto citato Anobii non si vede altro. E li non oso nemmeno proporre Ursula Le Guinn, figuriamoci Peake o Ligotti o Murakami…

    Ma è sulla capacità di questo ‘collettivo’ di comunicare con “l’esterno” (o0vvero con l’utente ‘medio’ non prelizzato da quegli autori) che sorgono i miei dubbi. Però vero è che se non si parte non lo saprete mai.
    In bocca al lupo in ogni caso…

  12. Melmoth Says:

    prolizzato= proselizzato

  13. G.L. Says:

    L’esterno ha fame di realtà. E il fantastico è l’unico linguaggio che può proporlo. Il ghetto è apparente basti pensare al fatto che a Radio Tre non sono stato trattato da “bambino idiota” “scrittore di serie B” e via così. I tempi sono maturi. L’importante è: NIENTE MEZZE CALZETTE. Gente che ha cose da dire, realtà a tonnellate e lettori. Bruciare le stoppie. Al muro i disertori e i collaborazionisti.

  14. Giobix Says:

    Fascinoso. Questo tipo di portale dovrebbe puntare alla “terra di mezzo”, quel pubblico di lettori/scrittori che non fanno parte di fazioni troppo arroccate (accademici realisti e nerd in fuga dal reale) e sono in grado di superare i propri pregiudizi in favore di una genuino interesse per la letteratura di qualità. Ci vorrà qualche anno e moltissimo lavoro.

  15. Lara Manni Says:

    Sì, Giobix! E’ proprio quella terra di mezzo che è interessante raggiungere, e credo che l’intervista di G.L. ne sia un esempio. Perchè quella terra di mezzo, per esempio, nulla sa delle diatribe e delle beghe di questa o quella fazione, di questo o quell’autore epic-classic-sword-gothic. Vuole storie. Vuole narrazioni. Di contro, i blog letterari come quelli che ho citato non si occupano di fantastico: nè alto nè basso nè mediano. C’è, come si suol dire, un vuoto.
    Melmoth, perchè dici che comunicare con l’esterno è difficile? Io penso che già i lettori “fedeli” al fantastico possano trarre piacere dal leggere qualcosa di diverso…

  16. Vale Says:

    Io pure! *alza la mano*

    😀

  17. Melmoth Says:

    Lara, non lo so, non ho ragionamenti logici da opporre… è solo una mia impressione, forse data dal vuoto di cui parli… Per la verità è l’impressione che ho anche con Carmilla -che pur mi piace- cioè che ci sia un’aria di chiuso, di gente che si da grosse pacche sulle spalle perchè sostanzialmente d’accordo con se stessa. Solo che quello del fantastico è un campo ancora piu ristretto -contando che Carmilla parla di cinema politica e letteratura. Vabbè, la smetto che mi sto dando ai nervi da solo; sono solo i miei dubbi ad alta voce, non vuol dire che l’idea non sia buona e giusta, anzi.

  18. G.L. Says:

    Infatti l’idea è quella di parlare di cinema, politica, letteratura. Uno scrittore del fantastico non può farlo? io penso che DEBBA farlo e che se non lo fa è perchè o è in malafede o non sa farlo. Come dicono i Braindamage “Non stare assieme ai disertori!”

  19. Stefano Romagna Says:

    Sembra bello. Potrei cedere le mie recensioni ai libri di King, Barker e altri autori se a qualcuno interessa la cosa.

  20. Luca Says:

    Ciao Lara,

    condivido totalmente ciò che dici, così sgombriamo il campo.
    Però. Però bisogna mettere alcuni distinguo.
    Capisco che il voler spezzare l’equazione (idiota) fantastico=fantasy sia il primo obiettivo, ma insomma ….
    esiste una storia della letteratura fantastica che parte da Esiodo ed arriva a Borges, passando per Ariosto, Campanella, William Gibson, Tolkien etc etc etc
    Non credo ci sia ancora bisogno di dire che la letteratura è fantastico, in toto. Non ho mai letto (più di tanto) le discussioni sui generi e sottogeneri, sono mortali. Leggo King e Boccaccio, Joyce, Bourroughs, Frank Miller e Hugo Pratt …. e allora? Tutto è fantastico, avventura, sogno, utopia, narrazione, apertura al futuro, al novum. Forse che Altai, Ibn Battuta, e Lawrence d’Arabia non sognano lo stesso oriente ?
    La storia dell’umanità (dei suoi sogni delle sue speranze) è una fantastica avventura, e non dobbiamo fare altro che raccontarla: c’è materiale per tutti. Tu scrivi delle cose giustissime e tu sai quanto ho sempre apprezzato il tuo lavoro, ma vorrei dirti: tu sei una scrittrice, e brava, perchè continuiamo a parlare di letteratura, invece che scrivere libri?
    Io sono mesi che non riesco a scrivere recensioni, tra l’altro anche per questo: perchè continuo a leggere libri che – invece di raccontarmi storie, di appassionarmi – mi parlano di come bisogna scrivere, di chi è uno scrittore, di cos’è letteratura, etc.
    Non va così: io quando leggo un libro voglio restare in piedi la notte dalla brama di finirlo, come quando avevo quindici anni, e questo purtroppo accade troppo di rado.
    Detto tutto ciò, che sono i miei paletti, sai che su un progetto così puoi assolutamente contare su di me, nel mio piccolo.
    A presto, e auguri !

  21. Roberto Says:

    L’esterno ha fame di realtà o di infinito? Il fantastico parla di realtà o di possibilità? Parte dalla realtà? Oppure cala, plana sulla realtà? Ne parla o ne fa preda?

    I primi pensieri oziosi che mi vengono così, leggendo qua sopra. Niente di cui far troppo caso, direi XD

  22. G.L. Says:

    Parla di realtà. Sempre e da sempre.

  23. Lara Manni Says:

    Luca, molto di corsa (vado a scrivere, appunto): perchè c’è bisogno di informazione. Per gli autori e per i lettori. C’è bisogno di aria. Altrimenti il fantastico italiano rimane chiuso in un orticello infinitamente piccolo, fatto di auto e altrui flagellazioni. Serve altro. Anche per poter continuare a scrivere.

  24. :A: Says:

    @G.L. : “disertori”?

  25. Francesco Falconi Says:

    Interessante progetto. Leggerò con molta curiosità.

  26. Cecco B. Says:

    Distruggere il ghetto, trasferire tutti nel campo di sterminio.

  27. G.L. Says:

    A: disertori, sì. Là fuori c’è una guerra. E ci sono i disertori. Mai piaciuti.

  28. G.L. Says:

    Cecco: cordialmente, ma vaffancthulhu, và.

  29. Francesco Falconi Says:

    Visto che il titolo del post è “sghettizzare e realizzare l’utopia”, proseguo con un’altra considerazione. Sarebbe interessante se l’iniziativa non si fermasse nei lidi virtuali, ma agisse direttamente sul campo. Non è così impossibile: la tavola rotonda fantasy alla fiera di Torino (forse riuscita a metà), GL alla radio ne sono esempi.
    Insomma, credo che tocchi muoversi “fuori casa”, perché sarabbe troppo semplice in un Lucca Comics o in luoghi virtuali dove l’audience è di parte.
    A torino, per esempio, hanno presenziato giornalisti con grossi pregiudizi sulla letteratura fantastica. E’ là che si deve agire, per non rischiare di creare un luogo autoreferenziato.

  30. Andrea Says:

    Dunque, ricapitolando quanto detto fino ad ora: un sito sul modello di Carmilla e Nazione Indiana (quindi tecnicamente parliamo di un portale/blog multiutente) che parli di letteratura fantastica, cinema e politica. Redatto da autori e lettori appassionati di letteratura fantastica. Un’iniziativa in grado anche di uscire da Internet per presenziare ad eventi di settore e non. Giusto?

  31. demonio pellegrino Says:

    L’iniziativa e’ interessante, e da lettore mi metto a disposizione (pero’ fatico a comprendere i riferimenti ai disertori e ai collaborazionisti e all’opportunita’ di metterli al muro).

  32. Viola Says:

    So che non sai neppure da dove spunto fuori e probabilmente il mio intervento è quanto di meno opportuno si possa immaginare. Ma.
    Se avete intenzione di intraprendere un progetto del genere, io vorrei esserci. Perché, davvero, credo profondamente in quanto detto in questo post e una volta tanto voglio partecipare.
    Chi sono? Solo una lettrice. Bazzico silenziosamente sui blog di molti di voi: leggo e rifletto.
    Qualcuno ha detto: niente mezze calzette. Sono d’accordissimo. Quindi se mi escludete per questo, non posso che esserne felice e appoggiare la vostra politica. Ma almeno, prima, provinatemi 😉
    Perché penso di avere qualcosa da dire. Qualcosa da dire su quello che la letteratura può e deve fare adesso, oggi, fuori dal mercato e dagli stereotipi, soprattutto.
    In ogni caso, grazie per aver condiviso questa idea e i migliori auguri per ciò che realizzerete. Sono cose del genere a farmi credere che “valga la pena di”.

  33. Jessica Says:

    in pratica tu proponi una sorta di globalizzazione della letteratura fantastica, in cui non ci sono stereotipi e si parla su serio di letteratura? è davvero un bel sogno, ma non irrealizzabile. anzi, il primo passo mi sembra sia già stato fatto: molti qui sono d’accordo e io per prima la trovo un’ottima idea.
    quando nasce?!? :DDD

  34. Lara Manni Says:

    Ma che bello. 🙂
    Felicissima di tanta disponibilità. Credo che, anche essendo molto bravi, prima di settembre non sia possibile. Ragioniamo, intanto, sul nome?

  35. Gabriella Mariani Says:

    Questo “distruggere il ghetto” mi sa tanto di slogan da centro sociale. Bene!
    Grazie al cielo qualcuno riconduce questo clima da autogestione a un sano bolscevismo. Fuori i Nemici del Popolo e i disertori!

    Scherzi a parte l’idea è meravigliosa, anche perchè l’analisi del fantastico italiano non può esulare dall’esame degli autori più audaci e visionari, quelli che nessuna fanzine oserebbe mai citare per paura di allontanare i lettori e togliere pubblico ai suoi sponsor.
    Io ho in mente da varie settimane un nome di blog collettivo-portale letterario di argomento fantastico: Il Giardino delle Chimere.

  36. Valberici Says:

    Sercondo me il ghetto è fin troppo affollato, meglio buttare fuori un po’ di gente. Dopodichè si ristruttura, una mano di bianco, due vasi nuovi sulle tombe e si comincia a ragionare, in pochi, anzi in pochissimi. Per prima cosa direi di cambiare nome, invece di ghetto proporrei…umm, ci devo pensare… 😉

  37. Desolazione « Dramness City Says:

    […] Ne parlavo io qualche giorno fa sul WD, ne parla oggi Lara Manni sul suo blog, ne ha parlato pure Francesco Falconi: se ci sono così tante persone che […]

  38. Il Neverwhere del fantastico italiano | Il Sito Ufficiale di Francesco Falconi Says:

    […] leggevo due post sul sito di Lara Manni (qui e qui), sulla necessità (evidente) di sdoganare il fantastico italiano, sghettizzarlo e trovare un modo […]

  39. Fabrizio Valenza Says:

    Una bella iniziativa, indubbiamente. Se la volete, la mia disponibilità c’è. Mi chiedo solo quanto sia forte il rischio che il tutto diventi davvero una ghettizzazione autoinflitta, pur non volendolo. L’idea che ci sia qualcuno da buttar fuori mi rende molto più ostico il concetto di un luogo di approfondimento della narrativa fantastica. L’approfondimento, per come la vedo io, è confronto, sempre.
    Comunque è senz’ombra di dubbio un ottimo spunto, in riferimento al quale non tentare alcunché di affrettato, ma ragionare e domandarsi quale sia lo scopo che si vuole raggiungere.
    Avete il mio appoggio.

  40. Lara Manni Says:

    Alt, fermi, momento. Per ora non si è parlato affatto di chi sta fuori e chi sta dentro. Anzi. Finora siamo ai fondamentali. Progetto. Titolo. Poi si ragiona sui contenuti nel dettaglio, no?

  41. Vale Says:

    “Es muss nicht immer Tolkien sein”, per parafrasare uno dei miei scrittori preferiti…

    Per titoli e nomi sono un disastro. Però il progetto mi piace. *Si autoinvita e si accomoda con una birra in mano*

  42. Fabrizio Valenza Says:

    Concordo, Lara. E sono pronto a dare il mio contributo fattivo.

  43. Andrea Says:

    @Gabriella Mariani: Chimera è un animale mitologico e anche un milione di altre cose (tra cui, leggo sulla Wikipedia, anche un tipo di nave della marina militare italiana). E’ un simbolo denso di significati, molto bello e, come parola ha un ottimo suono (perlomeno così mi pare). Il “Giardino” invece è un luogo bello ma recintato, per entrarvi bisogna passare per un cancello: mi suono un po’ come la versione piacevole del ghetto… Forse si potrebbe ragionare su uno dei simboli tradizionali del fantastico: lo specchio (e in generale tutte le superfici riflettenti, soprattutto liquide…). Ma anche l’immagine, l’apparizione, la visione…. Mumble, mumble…

  44. Gabriella Mariani Says:

    Beh, a me il nome del “giardino” frullava per la testa prima dell’articolo di Lara. Allora invece di “Giardino” sia “Foresta”.

  45. Adam Trema Says:

    bell’ idea

    sleeplike.wordpress.com
    (Adam)

  46. Andrea Says:

    La foresta è un elemento tipico del fantastico (più della fiaba a dire il vero…): non è male! Bisogna lavorarci sopra, ci vogliono più alternative e proposte… Poi, secondo me, non sarebbe male se il nome fosse facile da memorizzare. Arimumble… 🙂

  47. Fabrizio Valenza Says:

    Mhm…
    “La foresta attiva”
    “Straforesta”
    “Realtà alter-native”
    😀

  48. Lara Manni Says:

    E come la mettiamo col fantastico “urbano”? 🙂

  49. Andrea Says:

    Giusto. Però anche la città potrebbe essere vista come una foresta (grigia) di palazzi. No? Bisogna alimentare il brainstorming, altrimenti più che un incendio sembra una grigliata 🙂 Lara, sprona i tuoi lettori, questo non è di certo il meglio che possiamo fare! 😉

  50. Lara Manni Says:

    Vediamo…e andare in direzione dei due piani? Dei “metamondi”, insomma?

  51. Andrea Says:

    Fabrizio Valenza si stava muovendo proprio in quella direzione (“realtà alter-native”), per me è una pista molto interessante…

  52. Gabriella Mariani Says:

    Abbandonando la foresta ecco altri nomi.

    “Altre chimere”.
    “Meta-realtà”.
    “Metarealismo” (potrebbe quasi essere la definizione di una nuova concezione del fantastico, la letteratura che descrive il mondo esponendo agli occhi del lettore le viscere della realtà, ribaltandolo, stravolgendolo)
    “Meta-visioni” oppure “Alter-visioni”.

    Non si potrebbe pensare a un numero zero? Chi vuole invii un articolo di lunghezza massima tot su un argomento a scelta. Poi si vaglia, si scarta e si pubblica. E se la cosa “ingrana” si comincia a bloggare in collettivo.

  53. Lara Manni Says:

    Gabriella, questo è un passo ulteriore. Prima viene il progetto, poi la struttura, poi i collaboratori, poi il numero zero. Per ora occorre capire qual è il progetto. A me, per esempio, interessa che si occupi anche (e molto) di quel che avviene in altri paesi, e in quello che viene considerato mainstream. Per dire, a me piacerebbe intervistare Michele Mari (ultimo romanzo) che apparentemente è mainstream, ma in effetti no. 🙂

    E se la parola realtà ci portasse fuori strada? (lo so, lo so, sono esigente)

  54. Fabrizio Valenza Says:

    Però considerare la “realtà” come luogo in cui è presente la “fantasia” e ne fa visceralmente parte può essere una via fruttuosa, no?

  55. Lara Manni Says:

    Certo.

  56. Andrea Says:

    Raccogliamo le idee: cosa dovrà essere questo fantomatico progetto X? Come Carmilla e Nazione Indiana ma del fantastico. Ok. Cosa ci piace e cosa non ci piace di Carmilla e Nazione Indiana? Cosa vorremmo mantenere di quei modelli e cosa vorremmo cambiare? Oppure: ci sono altri modelli che dovremmo prendere in considerazione? Confessiamoci, che poi ci sentiremo meglio (e forse sarà anche più semplice trovare il nome al progetto…) 😉

  57. Lara Manni Says:

    Sapete cosa è Aelita? 🙂
    http://it.wikipedia.org/wiki/Aelita_%28romanzo%29

  58. Andrea Says:

    Molto sovietico, e molto bello. E’ una storia a cavallo tra fantascienza e fantastico, giusto? Per me Aelita è un bellissimo nome (anche se pronunciare l'”ae” iniziale può mettere in difficoltà…), mi piace molto. Quindi riproporresti l’abbinamento usato da Evangelisti & C. con la scelta di “Carmilla” come titolo per il loro magazine?

  59. Lara Manni Says:

    Per ora è una fascinazione. Mi piace l’idea che il primo romanzo di Tolstoj sia stato un romanzo fantastico…:)

  60. Andrea Says:

    E’ vero! Mi butto anche io e vi segnalo questa divinità shintoista (che molti di voi già conosceranno): http://it.wikipedia.org/wiki/Amaterasu
    Il simbolo che la rappresenta è lo specchio.

  61. Gabriella Mariani Says:

    Aelita mi garba.
    Aleksej Tolstoj è un grande del fantastico sovietico. Ha scritto anche la versione russa di Pinocchio, “La chiave d’oro ovvero le avventure di Burattino”, che in Italia ha il brutto titolo “Il compagno Pinocchio”.

  62. Vocedelsilenzio Says:

    Mi piace molto Aelita, proprio perché è il primo romanzo di Tolstoj. Cioè, secondo me è significativo…

  63. Valberici Says:

    Beh, quasi tutta la produzione di A. è fantastica, a differenza di quella di L. 😉

  64. Vocedelsilenzio Says:

    Oddio, hai ragione Val, li ho confusi… ma si chiamano tutti Nikolaevič di secondo nome? O è il cognome?

  65. Valberici Says:

    Voce: quello è il patronimico, significa che i loro padri si chiamavano Nicola 🙂

  66. Vocedelsilenzio Says:

    Mmh… mi sento molto ignorante. Però è tutto molto interessante. XD

  67. Lara Manni Says:

    Macche’ ignorante. Il vecchio A. non e’ affatto noto quanto il signor L. Anche se ha goduto di qualche popolarita’. E l’idea che il signore abbia iniziato a scrivere con quella storia, be’, mi affascina. Per dirla tutta, e per essere carogna, mi affascina anche il possibile equivoco. 🙂

  68. Vocedelsilenzio Says:

    Beh, sono ignorante perché ignoro… ora non ignoro più 😉
    Però l’equivoco è interessante… non credo di essere l’unico a sbagliare. Pensa se si sparge la voce che il Lev ha iniziato scrivendo fantascienza? O__O
    Comunque voi avete letto qualcosa di questo A.?

  69. Valberici Says:

    @Lara: l’ha ammesso! Egli ignora! Banna subito Voce e non parliamone più. 😆

    ok, ok, adesso accendo il ventilatore e smetto di fare lo stupido 😛

  70. demonio pellegrino Says:

    “Il maiale”, con riferimento al maiale volante di Il Maestro e Margherita. Perche’ e’ un romanzo fantastico quello. Solo che quando lo dici ai parrucconi ti guardano storto.

    Altrimenti:

    – “Pecore elettriche” (riferimento a Dick)
    – “L’elefante scomparso” (riferimento a Murakami, che scrie fantastico, nonostante si pensi spesso il contrario – tra l’altro un titolo con rimando a una cultura diversa permetterebbe anche di fare quello che dici tu, introdurre un discorso su cosa sia mainstream/fantastico in altri luoghi. per dire, i fantasmi nella cultura giapponese non sono horror ne’ fantastico…)
    – “Minosse” (si potrebbe pensare a un sistema di discesa nei gironi del fantastico…)
    – “Giano” (per introdurre il discorso su come un romanzo considerato fantastico possa essere altro, e come la letteratura sia bifronte in molte casi)

    Poi me ne verranno a mente altri, forse. Personalmente eviterei nomi giapponesi, confuciani o in genere asiatici. Altrimenti si rischia di venir subito cartterizzati come bimbiminkia. Non dico sia giusto. Ma se l’obiettivo e’ di mostrare ai lettori/critici che il fantastico non sono orchetti e conigli e basta, e’ anche opportuno evitare fraintendimenti col mondo manga e altro.

  71. Gabriella Mariani Says:

    Tra i titoli del demonio quello che mi piace di più è “PECORE ELETTRICHE” .

    Però mi continua a piacer di più Aelita. Con un sottotitolo: “Sogni alieni”.

  72. Andrea Says:

    “Il maiale” per me sarebbe un titolo fantastico, ma non è proprio immediato e potrebbe essere frainteso 😉 Personalmente adoro anche “Pecore elettriche”, ma temo che la mia passione per Dick mi renda poco obiettivo. E’ affascinante la questione della discesa nei gironi del fantastico (quella legata a Minosse), cosa hai in mente Demonio! Poi hai perfettamente ragione sui nomi asiatici, meglio evitare fraintendimenti. Ma “Chimera” di Gabriella? Non era affatto male, no? Ci stiamo scaldando, mi pare, cosa ne dite?

  73. Lara Manni Says:

    Il maiale è geniale. 🙂

  74. demonio pellegrino Says:

    Ringrazio per il maiale. Pensandoci bene, potrebbe avere anche un altro significato: quello del maiale in chiesa, o che mangia con le posate. Perche’ alla fine quelli che scrivono/leggono di fantastico sono sempre guardati come bifolchi (maiali) quando si parla di letteratura. Per cui saremmo pure autoironici. (Postmoderni? non so…OVVIAMENTE SCHERZO).

    Per il resto ci penso questo weekend e vi faccio altri nomi. Perche’ al momento tutti i nomi che mi vengono sono di divinita’ o eroi classici (sara’ stata la reente lettura di Ilium di dan simmons)

  75. Giobix Says:

    a me piace “il maiale”, è un titolo secco e attira l’attenzione, mi viene in mente che il simbolo grafico potrebbe essere la foto di un maiale in biblioteca, magari con mantello da superoe…in mezzo a tomi importanti (fotomontaggio ovvio…a meno che qualcuno non riesca ad entrare col maiale nella biblioteca vaticana)
    creerebbe ulteriore sconcerto, per chi aprisse il sito pensando all’ennesimo gruppo di beoti che fanno ironia becera sui libri, trovarsi di fronte ad articoli e analisi serissime 🙂

  76. Fabrizio Valenza Says:

    Mi piace “Giano”. Anche “Chimere” non è male. “Il maiale” mi fa troppo grugnito e non riesco a collegarlo facilmente alla letteratura fantastica.

  77. Gabriella Mariani Says:

    Allora… e se il nome fosse “chimere” e il simbolo un maiale volante metamorfo con ali, corna (e chi più ne ha più ne metta) cavalcato da una strega?

  78. Lara Manni Says:

    Meditiamo. Le possibilità sono infinite. Sulle chimere ho qualche dubbio, che spiego: mi piacerebbe evitare le creature mitologiche, proprio per non portare all’equivalenza con il fantastico “classico”.

  79. Andrea Says:

    Cose, luoghi, animali, nomi propri: mi pare che le proposte di titolo si possano, bene o male, inserire in questa categorie (sembra un po’ un gioco, no?). Sparo un po’ di cartucce (a salve, non preoccupatevi!) per mettere altra legna ad ardere: molte sono improponibili, lo so, ma penso che in questa fase serva più che altro scartare le cose inutili…
    – Per le cose (riagganciandomi a un commento di Lara che parlava di “metamondi”) consideriamo il termine Multiverso (http://bit.ly/liDix)
    – Per rimpolpare la categoria degli animali non scordiamoci la Criptozoologia: i criptidi (gli animali studiati da questa branca della zoologia) sono creature impossibili che, in un certo senso, non dovrebbero esistere come il Chupacabra (questo però evitiamolo, altrimenti dobbiamo pagare i diritti di sfruttamento a Roberto Giacobbo!). A me incuriosisce particolarmente il “Ropen” (http://bit.ly/bwnsIN), mi piace il suono del suo nome
    – In fine, per i nomi propri (prima di leggere l’ultimo commento di Lara… sorry!) avevo pensato a “Pan” che potrebbe riferirsi sia alla divinità greca che all’insopportabile ragazzetto svolazzante di James Matthew Barrie.
    E’ tutto, perdonate la lunghezza del commento… sarà stato il cloro della piscina 🙂

  80. Anonimo Says:

    La guglia. Notturnalia. …

  81. Gabriella Mariani Says:

    Yushkep, il nome della dea ragno nella mitologia ainu.

    (Si potrebbe anche giocare con il nome e trasformarlo in Youscape).

    Un ragno protagonista di racconti mitologico-sciamanici.
    La sua tela può essere ovvio simbolo della tessitura della trama
    E anche simbolo del web.

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