Wunderkind!

By Lara Manni

Per esempio. Precipitare in uno degli incubi di Lovecraft con accompagnamento sonoro dei Blind Guardian.
Per esempio.  Essere imprigionati nel Canyon delle Ombre di Barker, ma attraversarlo in volo sulla groppa di un demone impazzito.
Per esempio. Essere lanciati nelle terre desolate e non distogliere lo sguardo quando Blaine il Mono rende trasparenti le sue pareti.

Però dimenticate quello che ho scritto, perchè Wunderkind è ancora un’altra cosa.  Riassumo per chi ancora non lo sapesse: Wunderkind è il primo romanzo di una trilogia, l’autore è G.L. D’Andrea, l’editore è Mondadori.  Se qualcuno vi ha detto che è un romanzo per ragazzi, sappiate che si sbaglia di grosso. Se qualcuno lo definisce fantasy-e-basta, si sbaglia altrettanto. Non voglio definirlo, anche perchè starebbe stretto nell’urban fantasy quanto nell’horror. E’ una visione dannata. E’ follia. E’ potenza. E’ orrore.

Quel che mi ha colpito è che il canone è noto. In apparenza.
C’è un ragazzo, Caius, che è il predestinato. Ma non ha nulla a che vedere con gli eroi che crescono insieme alla propria forza, e da quel che si intuisce il potere che è in lui è oscuro e inquietante e fatale, e tutt’altro che salvifico. Accanto a lui ci sono dei sodali: ma non sono i buoni, o non del tutto. Nessuno è quel che sembra, in questa storia: Guz non è solo un tipo tatuato abilissimo con le armi, il licantropo reca Morte dentro di sè, il Barbuto è terrore. Poi c’è Spiegelmann, che teoricamente dovrebbe essere il Villain perfetto: ma ci sono sfumature, al suo interno, che lo avvicinano molto a chi legge. Per non parlare del Re, su cui taccio, ma che è una delle apparizioni indimenticabili di questa storia.

Non sto raccontando la trama, volutamente. E’ una vicenda in cui mi sono immersa per visioni, anche se il meccanismo è impeccabile: se dovessi descriverlo, penserei a una rete metallica. Ordinatissima. Ma su cui sbocciano i fiori dell’inferno.

E questo è un altro punto. Le creature e le magie (chiamiamole così) di Wunderkind sono terribili. Ma non sono splatter: per quanto ci siano ossa e sangue e quant’altro, sono poetiche. Per questo si imprimono nella mente come un marchio.

Ultimo punto, a cui avevo già accennato: le citazioni. Per me sono una goduria: ritrovare, accortamente virata al nero, la rosa della Torre nera, è una bellissima sorpresa.

Servono le conclusioni? E’ un grande libro, un libro nuovo di forza fin qui mai vista. Unica notazione, che non è una critica, ma un’esternazione da lettrice: mi manca un poco la “bonaccia”. Ovvero, quel momento di calma apparente, di immersione nel quotidiano, che intervalla l’orrore. Ma è un problema mio, non di D’Andrea.

Andate e leggete.

23 Risposte a “Wunderkind!”

  1. G.L. Dice:

    Che dire? Grazie.

  2. Lara Manni Dice:

    Grazie a te. Sul serio.

  3. Laurie Dice:

    “Quel che mi ha colpito è che il canone è noto. In apparenza.” –> ahah vero! Infatti avevo tutte le aspettative del tipico romanzo per ragazzi e invece mi ritrovo i mostri. Un quintale di mostri. E il Re Jena *_* E Spiegelmann mi sta simpatico, pensa ad un incontro con Yo-Yo, Laruccia! *_*
    P.S. La rosa di King *facepalm*

  4. kira Dice:

    Segno, e appena posso mi fiondo a leggerlo!!! Deve essere stupendo… *O*

  5. Lara Manni Dice:

    Lau, Spiegelmann e Yobai sono fatti l’uno per l’altro. Un giorno, se GL mi permette, scrivo un piccolo crossover ironico sui due.
    Kira, vola! Prendilo!

  6. Laurie Dice:

    *O*

    *praticamente muore*

  7. Lara Manni Dice:

    Dobbiamo prima convincere GL, però :)

  8. Laurie Dice:

    Davanti ad una donna defunta… :P PP

  9. Lara Manni Dice:

    Già. :)

  10. Marco Dice:

    è un urlo ininterotto e devastante che attraversa la lingua prepotente dell’inchiostro
    ;-) ma ho già parlato altrove di D’Andrea
    I VOSTRI CUORI, LENTAMENTE, MUTERANNO IN PIETRA FEROCE GRONDANTE DI SANGUE

  11. Lara Manni Dice:

    Bellissima definizione. E’ vero. E’ un urlo.

  12. G.L. Dice:

    Convincermi di cosa? Il Wunderkind non è più solo mio, è anche vostro. Di tutti quelli che lo leggono.

  13. Lara Manni Dice:

    Grazie GL. Non tutti gli scrittori amano che si scrivano fan fiction sul loro lavoro.:)

  14. G.L. Dice:

    Guarda, a me fa piacere, è nella natura delle storie passare di bocca in bocca, no? E se qualcuno si prende la briga di giocare con la mia storia vuol dire che qualcosa è rimasto. Insomma, per come la vedo io, una fan fiction è un complimento, e dei migliori, all’autore della storia originale.

  15. Lara Manni Dice:

    E allora la scrivo. Quando esce Esbat, però: altrimenti come fai a sapere chi è Yobai e perchè prende un tè insieme a Spiegelmann? :)

  16. Teiresias Dice:

    L’ho visto oggi in libreria…sulla fiducia, domani lo compro è___é

  17. Lara Manni Dice:

    Teiresias, sono SICURA che ti piacerà. :)

  18. Laurie Dice:

    Yo-Yo e Spiegelmann: un incontro di amore e corruzione *_*
    Io sono felice.
    E il modo di ragionare di GL non è così comune o non esisterebbero scrittrici che importunano i loro fan perché scrivono sui loro pg ù_ù

  19. G.L. Dice:

    Oh bè, problema loro.

  20. Lara Manni Dice:

    Prendo appunti.
    GL, una delle autrici che si oppone fieramente al fanwriting è la Hamilton, pensa.

  21. G.L. Dice:

    Ah, bè, una Scrittrice…

  22. Suiko Dice:

    Spiegelmann, l’Uomo Specchio – o l’uomo degli specchi –
    (auf Deutsch, in tedesco)
    Lara, prendi nota ;-P

  23. Lara Manni Dice:

    Lo sto facendo. :)
    Mi è venuta una mezza idea, ma per ora la tengo nel cassetto, altrimenti mi blocco col numero tre…

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