Angeli e demoni

Dicembre 7, 2009 di Lara Manni

Ecco, Laura Gallego Garcia non la conoscevo. Ma mi stanno dicendo tutti che devo leggerla, specie Due candele per il diavolo.
Ci sono gli angeli! Ci sono i demoni! E’ roba tua.
Aspetta, aspetta, rispondo.
Io non ho mai scritto di angeli. E neanche di demoni in senso cristiano.
Ma ci sono i grimori!
Sì, ma ci sono in milioni di libri.
Comunque lo leggo.

Amore, morte e pop-corn

Dicembre 4, 2009 di Lara Manni

Sono a metà di Undead e sono perplessa. Undead è  “ilseguitodiDraculascrittodall’eredediBramStoker”. Ci sono i protagonisti che conosciamo. Ci sono i coniugi Harker e il di loro figliolo, per esempio. Però. Però sembra una sceneggiatura cinematografica, ecco cosa non mi convince, senza aver nulla contro le sceneggiature, anzi. E’ uno di quei casi in cui “non entri” nella storia mentre la medesima ti si svolge davanti agli occhi. La storia è sullo schermo e tu sei seduta, ma ti ricordi benissimo che la tua schiena è poggiata contro uno schienale e che stai mangiando, eventualmente, pop-corn.
“Si leggono romanzi per sapere cosa ne è dell’amore”, ha detto Philippe Forest in un’intervista che ho letto stamattina su Repubblica. Forse ha ragione lui. A me viene da dire che si leggono e si scrivono romanzi per vivere migliaia di vite. Dove c’è anche l’amore. Anche, non solo.

Adoro le coincidenze

Dicembre 3, 2009 di Lara Manni

La protagonista incontra tre ragazze che praticano riti Wiccan. Le ragazze la invitano a entrare nel loro gruppo. Ma…
Non è Esbat.
Sono i Simpson, ultimo episodio.

(Grazie, Uriele)

Crescere insieme alle storie

Dicembre 2, 2009 di Lara Manni

Poso il giornale e mi chiedo: “cosa c’è che non va?”.
La notizia è un annuncio di Quentin Tarantino. Ci sarà il terzo film da Kill Bill. Bene, benissimo, evviva. Ho amato tanto la storia e ho amato il personaggio della Sposa. In certi momenti mi è capitato di sentirmi lei: credo succeda a molte donne, di immaginare non tanto di stringere una katana, ma di poter andare. Di attraversare i deserti polverosi che fin qui erano calpestati solo dagli eroi dei western, e da Roland di Gilead. Di poter spezzare il legno di una vecchia bara con il taglio della mano. Di poter avere tutto: la forza e la vendetta, la maternità e la libertà.
C’è un però, ed eccolo.
Il sequel di Kill Bill, il sequel di Shining, l’ottavo libro della Torre nera. Tutte storie che ho amato e amo, e davvero sono felice di poterne leggere ancora.
Eppure c’è un gusto amaro che non riesco a scacciare. Cosa significa tornare sui propri passi? Perchè lo si fa? Lo hanno fatto anche i Wu Ming con Altai, che ho iniziato a leggere e che mi ha rapita come, ai tempi, Q. Ma in Q, e forse questo è il punto, c’era una rabbia giovane, la forza trascinante di chi ha appena poggiato il piede sulla sabbia e sta iniziando la corsa. Qui c’è un’ombra di malinconia che viene da chi ha compiuto ben altri passi avanti nella vita, come è giusto che sia. E’ un libro bellissimo, ma bello in un altro modo.
E allora ecco l’amarezza, che è un’amarezza buona.  Le storie, alcune storie, invecchiano insieme a noi. Forse, specchiarmi nei quarant’anni di Danny o nei trentacinque (credo) della Sposa mi costringerà a prendere atto che il tempo passa e scivola via fra le mie dita.
Caffè, adesso.

Resistere, con il fantasy

Dicembre 1, 2009 di Lara Manni

Molto bella la discussione che si è sviluppata da Gl sul “fantasy resistente”, e molto necessaria in un momento in cui le parole, comprese le parole scritte, sembrano così ininfluenti.
E invece non lo sono.
Prendo in prestito quelle di José Saramago (avete mai letto il suo Quaderno? Ebbene sì, Saramago è un blogger):

Sappiamo di poter uscire da questa crisi, sappiamo di non chiedere la luna. E sappiamo di avere la voce per usarla. Di fronte all’arroganza del sistema, invochiamo il nostro diritto alla critica e alla protesta. Loro non sanno tutto. Si sono ingannati. Si sono sbagliati. Non tolleriamo di essere le loro vittime.

L’idea che la narrativa fantastica sia un mondo a parte rispetto a quello reale mi è sempre sembrata sbagliata. E, no, per una volta non cito King (ma lo penso).

Leggere King in Italia

Novembre 30, 2009 di Lara Manni

Curiosando sulla pagina di IBS dedicata a Esbat, scopro che chi ha comprato Esbat ha comprato anche:  Harry Potter e i doni della morte (plausibile), la trilogia di Millennium di Larrson (abbastanza plausibile), più una serie di libri assolutamente eterogenei. Tre best seller: Gomorra, La solitudine dei numeri primi e L’eleganza del riccio. Anzi quattro, e il quarto quasi mi fa sentire in colpa, perchè si tratta di E’ facile smettere di fumare se sai come farlo.
“Approfitta”, miagola il gatto fantasma.
“Col cavolo”, rispondo io, accendendo la quarta sigaretta della mattina e ricordandogli che anche Camilleri fuma come un turco.
“Ma King ha smesso”, ribatte lui, perfido.
Uno a zero per il gatto.
A proposito di King. Sto leggendo i commenti su aNobii su The Dome.  Mi lascia stupefatta il parere di una lettrice  che sostiene che non si possa leggere “un libro che tratta per la grande parte, oltre al consueto soprannaturale, di soprusi bestiali, violenti e criminali dei politici locali” in un paese (deduco sia il nostro) che si trova in una situazione molto simile.
Se il criterio è questo, cosa mai dovremmo leggere in Italia? Sono seria. Non lo so.

Ps. Non c’entra, ma devo un ringraziamento, di cuore, a Luca Tarenzi.

La casa degli spettri

Novembre 27, 2009 di Lara Manni

Ma sapete che mi stanno parlando in tanti de L’ospite di Sarah Waters? E più passa il tempo più sono curiosa. Non solo perchè è una ghost story. Anche perchè è una ghost story, per essere sincere.
Per esempio, la casa. Mi sto chiedendo (perchè ci sto lavorando in questi giorni) se una storia di fantasmi debba per forza avere una casa dove i medesimi risiedono. La mia risposta è sì. Mi piace l’idea di affrontare un canone e di vedere come trattarlo. Una casa. O un oggetto.
L’altra strada è quella delle emozioni. Coloro che muoiono non sono incatenati a qualcosa di tangibile ma a un pensiero, a un sentimento, a un ricordo.
Ci penso.

The end

Novembre 26, 2009 di Lara Manni

Anche Shining?
Pare proprio che King abbia un gran desiderio di “chiudere” con quel che ha lasciato in sospeso.
Buffo, no?

Lara, il gatto fantasma e l’infido test

Novembre 25, 2009 di Lara Manni

Il foglietto è sul tavolo della colazione, vicino ad una tazza di caffè doppio e a un cornetto con la Nutella. Il gatto fantasma mi ha fatto una sorpresa. O forse vuole semplicemente addolcirmi la pillola. Perchè lo sciagurato felino mi ha preparato un test.

Che tipo di scrittore sei?

1) Quando apri Word

a) hai la nausea come Mike Noonan e vomiti nel cestino
b) copi giudiziosamente tutti gli appunti che hai preso sugli spazi bianchi del quotidiano prima di addormentarti
c) ti tuffi senza pensarci troppo

2) Inizi un romanzo quando…

a) non lo inizi, è lui che inizia te e non ti fa per niente piacere, faresti altro nella vita
b) quando lo schema su cui hai lavorato è diventato talmente intricato che per decifrarlo ci vorrebbe un egittologo
c) quando la Musa chiama

3) Usi la prima o la terza persona?

a) la prima, mi aiuta a portare in superficie i gorghi oscuri del mio animo
b) la terza, mi concede il giusto distacco
c) posso usare entrambe indifferentemente, a seconda della mia Ispirazione

4) Il tuo punto debole è…

a) i dialoghi, mi sembra di essere poco credibile
b) i punti di vista, mi ci perdo regolarmente
c) nessuno, supero sempre tutte le difficoltà

5) Preferisci il tempo presente o  passato?

a) il presente, mi aiuta a mantenere salda la presa sul racconto
b) il passato, la distanza rafforza la narrazione
c) posso usare anche il futuro, io. E persino il trapassato remoto, tiè.

6) I tuoi modelli letterari

a) mi schiantano
b) mi stimolano
c) quali modelli, scusa?

7) Quando ambienti il racconto in un preciso momento storico

a) mi documento ma mi sento inadeguato/a
b) cerco di non usare neppure le parole che non erano entrate nella lingua corrente in quella data
d) automaticamente mi calo nel contesto senza preoccuparmi troppo

8  Il tuo rapporto con le descrizioni

a) parto da un particolare e mi soffermo soprattutto su quello
b) sono maniacale e descrivo ogni dettaglio
c) sgorgano dalle mie dita con naturalezza

9) Lingua o storia?

a) prima la storia
b) entrambe, l’una è funzionale all’altra.
c) la lingua. La mia nobilita qualsiasi storia.

10) Quando finisci il romanzo

a) mi ubriaco, poi lo rivedo cinque volte almeno e decido che fa schifo
b) lo lascio riposare, poi lo riprendo a mente fredda e inizio la revisione
c) lo invio senza correggerlo al mio editore

Risultati.
Maggioranza di A: Scrittore depresso. Attenzione. Inutile consolarsi pensando che Jonathan Frenzen, l’autore de Le correzioni, è un depresso cronico.  Si consigliano lunghe passeggiate e cene con amici fedeli e istruiti precedentemente affinchè non parlino mai di libri.

Maggioranza di B. Scrittore razionale. Va un po’ meglio, ma si corrono dei rischi. Si raccomanda però di gettare ogni tanto gli schemini all’aria di allentare i freni.

Maggioranza di C. Scrittore comune. Non si consiglia niente perchè tanto non ascolterebbe.

Misto di A e di B, con qualche C.  Modello Manni. Bel casino. Nulla da dire. Auguri.

Ci sono più Lara in cielo e in terra…

Novembre 24, 2009 di Lara Manni

Qualcuno sa dirmi se ho un clone? Tipo, una Lara che si aggira per Roma e per Internet senza che io lo sappia?
Va così: stavo gironzolando su Google e mi imbatto in questo gruppo su Facebook: FanFiction. Benissimo. L’idea mi piace tantissimo, mi iscrivo e leggo i post.
Bene. Anzi, male. In un post addirittura del 21 marzo, ecco cosa trovo:

Ciao! Invito tutti i beniamini delle fic a partecipare dall’8 all’11 ottobre a Roma, a LIBRI SENZA CASA, una vetrina di scrittori emergenti e non che leggeranno i propri manoscritti inediti. Anche le fanfiction saranno le benvenute. Sarà presente, in una serata, Lara Manni, autrice di Esbat (edito da Feltrinelli, da gi…ugno) che ci parlerà della sua esperienza come autrice di fic e come è arrivata a pubblicare la sua storia.
Andate al sito e iscrivetevi. Grazie

Ora, o io sono decisamente rimbecillita (possibilissimo), o davvero non capisco perchè si annuncia una cosa del genere di cui io nulla so. Per la cronaca, la manifestazione è organizzata da un’agenzia di servizi editoriali dove si valutano testi inediti.

E pensare che oggi volevo parlarvi (ma va?) di King e della sua dichiarazione su quanto Raymond Carver trattava male la sua signora…
Ah, e c’è una notizia ancora più importante: La torre nera avrà un seguito