HAIR!

maggio 27, 2008

Ieri sera ho visto questo film. Ma che bello!

Come si comincia

maggio 26, 2008

Comincia con qualcosa che conosci.
Non lo dico io, lo dice Stephen King, in Duma Key, che sto divorando in questi giorni. Apparentemente parla di “come si fa un disegno”, ma ovviamente si riferisce alla scrittura.
Ci stavo pensando a proposito di Esbat, delle fan fiction e dello scrivere in generale.
E’ vero, si comincia con qualcosa che si conosce.
Io non avevo mai pensato di scrivere.
Alt, bugia. Ci avevo pensato da ragazzina, a sedici anni, quando praticamente tutti scrivono e buttano quello che hanno scritto non appena lo rileggono.
Infatti, io ho buttato tutto. Terribili poesie con prati di asfodeli e racconti con unicorni. Un bel falò.
Poi, molti e molti anni dopo, ecco che qualcosa succede: si riapre il pietrone tombale che avevo messo su quella parte di me e ricomincio. Naturalmente per gioco.
La chiave delle fan fiction è proprio questa, secondo me: si gioca, si è protetti da un bell’ombrello (una storia preesistente) e da una situazione rilassata. Si convide qualcosa con altre persone.
Esbat è nato così, da una chiacchierata con Laurie sulla situazione di partenza: una mangaka che vuole smussare i suoi personaggi e renderli “buoni”, e uno di questi personaggi che si ribella e le piomba in casa.
Poi, è successa una cosa strana. Dopo tre capitoli, mi si è srotolato davanti, come un tappeto, tutto il resto. Ma proprio tutto, capitolo per capitolo. Ed ecco che non era più una fan fiction: nel senso che il punto di partenza, riga dopo riga, diventava sempre più lontano. Fino a sparire.
Ma cosa c’entra con la frase iniziale, scrivere di ciò che si conosce?
Insomma, non conoscevo gli asfodeli e gli unicorni (di qui il falò), e va bene. Ma non conosco neanche i demoni di Esbat.
Vero.

Però scrivendo ho capito una cosa, anzi due.
Dentro, c’era moltissimo di quel che conosco, “mascherato”. Una illusione ottica per chi legge, insomma.
E poi ho capito che quando si fa un’operazione del genere, si racconta il mondo reale travestendolo da irreale, bisogna far “tornare” la storia in modo MOLTO più rigoroso che se si scrivesse un romanzo non “fantasy-goth-horror”.
Il risultato? Vabbè, quello non sono io a poterlo giudicare. Però mi sono divertita da morire. E sono stata felice, mentre scrivevo e galoppavo da ben altre parti rispetto a quelle tangibili.
E’ già tantissimo, no?

Colpo di scena!

maggio 22, 2008

Ne ho avuto la certezza due giorni fa.

Lo dico?

Lo dico!

Una mia fan fiction, Esbat, uscirà in libreria!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

A primavera 2009!

Non-ci-posso-credere.

Ma è proprio così.

Rosencrantz, Guildestern e le Fanfiction

maggio 19, 2008

Ehi, c’è vita nello spazio! Ben due commenti, viva!

Confortata, passo alla narrazione. Perchè mi faccio chiamare Rosencrantz? Semplicissimo. Perchè Rosencrantz, e il suo sventurato compagno Guildestern, sono due splendidi personaggi da fan fiction. Lo sono stati, infatti. Nascono nell’Amleto di Shakespeare e diventano protagonisti a tutto campo in Stoppard.

Ho trovato un articolo che lo spiega a perfezione:

“La definizione più comune di Fanfiction è “l’opera scritta da un fan della stessa, che si basa su personaggi e ambientazioni originali”. Tuttavia, secondo questa definizione, numerose delle opere letterarie più conosciute al mondo potrebbero essere considerate Fanfiction.
In questo numero parleremo di Rosencratz e Guildestern sono morti (Rosencratz and Guildersten are dead), di Tom Stoppard.”

Segue qui.

Del perchè si scelgono sottotitoli stravaganti

maggio 12, 2008

Forse qualche spiegazione è necessaria.
Ma non su di me e sulla mia vita, che è noiosa come tutte le vite, penso: almeno quando si raccontano agli altri nel proprio post numero uno (due, va bene). Quanto su cosa, almeno per me, significa scrivere (e sì, sono l’ennesima blogger che sogna di diventare narratrice).
“Le prugne glorificano” è una frase contenuta in On writing di Stephen King. Libro straordinario del Mio Autore Preferito. E’ uno dei passaggi con cui spiega i fondamentali della scrittura, come utilizzare al meglio soggetto e verbo. Ma, appunto, riesce a fare un esempio spettacolare come “le prugne glorificano” (sì, glorificano, aggiunge).
Fine spiegazione numero uno.
Prossima puntata: del perchè mi firmo, ogni tanto, Rosencrantz.

Eccomi

maggio 8, 2008

Oh, che titolo banale per un blog che vorrebbe occuparsi di scrittura! Tant’è!

(per ora)